IVA sui prodotti di origine vegetale
Si prega di leggere attentamente le regole elettorali per capire come il tuo voto sarà utilizzato da Decidiamo - Vivaio delle idee
È assurdo pensare che ci sia una differenza di tassazione tra un formaggio prodotto dal latte di mucca (che per la maggior parte arriva da intensivo, quindi di scarsa qualità) con quello di origine vegetale, in un rapporto di 4%/10% per il primo e 22% per il secondo. È considerato quasi un bene di lusso vedendola così, nonostante il formaggio sia formaggio, di uso quasi quotidiano nell'alimentazione di chiunque. È un lusso solo perché di origine vegetale? Quindi la mia proposta è quella di rivedere l'IVA ferma da decenni sui prodotti di origine vegetale in contrapposizione a quelli di origine animale(latte, formaggi, ricotte, sciroppo d'acero, yogurt, panna, seitan, tofu, affettati vegetali, preparati vegani sostitutivi alle uova) per incentivare sia l'uso di questi prodotti per il consumatore finale, sia per agevolare anche l'eventuale produttore che si sente più incentivato a piazzare sul mercato quel tipo di prodotto. Non è un cambio radicale, sia chiaro. Si tolgono pochi centesimi che però nella spesa complessiva pesano. E di fondo è una forma di discriminazione, lo Stato dovrebbe garantire che ogni cittadino sia libero di perseguire una dieta allo stesso modo per tutti. Se ci mettiamo in mezzo l'ingiustizia ecologica dei prodotti di origine animale provenienti da allevamenti intensivi, l'ingiustizia è doppia.
Condividi
Or copy link