Modifiche a "Una legge per mettere al bando i PFAS"

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    L'emergenza legata all'inquinamento da sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) ha ormai travalicato i confini della semplice emergenza ambientale locale per rivelarsi una vera e propria crisi sanitaria e sistemica a livello globale. Per anni, la percezione pubblica ha relegato la drammaticità di questo avvelenamento solo ad alcune specifiche "zone rosse" storicamente colpite da imponenti disastri ambientali, come il territorio del Veneto inquinato dalla Miteni o la realtà industriale di Spinetta Marengo nell'Alessandrino. Tuttavia, le evidenze scientifiche e i monitoraggi più recenti dimostrano senza ombra di dubbio che la contaminazione riguarda tutti: i PFAS, noti per la loro estrema persistenza e capacità di accumulo, sono presenti nell'acqua che beviamo, nel cibo che mangiamo e persino nell'aria che respiriamo in ogni angolo del Paese.

    Per affrontare questa minaccia in modo sistemico e radicale è necessario normare il bando di questo sostanze con una legge che ne vieti la produzione, importazione, commercializzazione e utilizzo su tutto il territorio nazionale, fatti salvi gli usi essenziali. La Rete Zero PFAS Italia ha elaborato il documento "I sette capisaldi per una legge nazionale", delineando le direttrici fondamentali da considerare nel testo normativo, per tutelare l'ambiente e la salute pubblica:

    1. Bando totale della produzione, impiego e commercializzazione: Divieto tassativo per l'intera categoria dei PFAS (salvo deroghe per usi essenziali non sostituibili), partendo dalla mappatura e dal blocco nelle zone già contaminate.

    2. Bonifiche efficaci ed immediate: Destinazione prioritaria di risorse economiche, umane e tecniche per la bonifica dei siti inquinati già noti.

    3. Obiettivo "Zero Virtuale" per le acque: Azzeramento dei PFAS nelle acque potabili, irrigue e di falda, trattando i PFAS come rifiuti altamente pericolosi e vietando lo spandimento dei fanghi contaminati in agricoltura.

    4. Monitoraggio sanitario e agroalimentare gratuito: Controlli a carico dello Stato su cibo, animali e popolazione esposta, con screening e cure sanitarie totalmente gratuite per le comunità impattate.

    5. Responsabilità e principio "chi inquina paga": Imputazione dei costi di bonifica e monitoraggio alle industrie responsabili della produzione e dell'immissione nell'ambiente.

    6. Inversione dell'onere della prova e trasparenza scientifica: Obbligo per le imprese di dimostrare la completa innocuità, persistenza e bioaccumulo di ogni sostanza chimica prima dell'immissione sul mercato, sotto la supervisione di esperti indipendenti.

    7. Informazione e partecipazione della cittadinanza: Promozione di campagne pubbliche di sensibilizzazione e trasparenza sui dati, garantendo l'etichettatura chiara per i prodotti PFAS-free e l'accesso diretto alle informazioni.

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