Migrazione sanitaria: curarsi vicino a casa, un diritto per tutto il Paese

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Proposta di programma per AVS, tema "Alla salute!".

La sanita e molto discussa, ma il divario sanitario Nord-Sud e il fenomeno dei viaggi della speranza restano spesso senza una proposta dedicata. Eppure qui il sottosviluppo diventa concreto: non e solo una ferrovia che manca, ma una cura che si puo ricevere solo altrove.

Nel 2023 la mobilita sanitaria interregionale ha raggiunto circa 5,15 miliardi di euro. Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto concentrano gran parte del saldo attivo; Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Lazio e Sardegna assorbono la maggior parte del saldo passivo. Oltre un euro su due della mobilita finisce a strutture private accreditate. Non e davvero libera scelta se per curarsi bisogna partire.

La salute non puo dipendere dal domicilio, dal reddito o dalla possibilita di pagare viaggi, hotel, accompagnatori e giornate di lavoro perse. Se una persona deve attraversare il Paese per avere una cura ordinaria o programmabile, il diritto costituzionale alla salute e gia stato violato.

Principio

Curarsi vicino a casa deve essere un diritto esigibile in tutto il Paese. Lo Stato deve riequilibrare l'offerta sanitaria pubblica, in particolare nel Mezzogiorno e nelle aree interne, invertendo il meccanismo che oggi trasferisce pazienti e risorse dalle regioni piu deboli a quelle piu forti.

Casi studio utili

Portogallo, Unita di Salute Familiare. Dal 2005 il Portogallo ha rafforzato le cure primarie con squadre territoriali multidisciplinari di medici e infermieri, responsabili di una popolazione definita. Il modello ha migliorato accessibilita, continuita e qualita delle cure. La lezione e semplice: la prossimita funziona se ha personale stabile, responsabilita chiara e organizzazione territoriale.

Case della Comunita in Emilia-Romagna. Le esperienze regionali mostrano che una sanita territoriale ben organizzata puo ridurre accessi impropri al pronto soccorso, ricoveri evitabili e pressione sugli ospedali. La Casa della Comunita non deve essere un edificio vuoto, ma una squadra pubblica che lavora prima che la malattia diventi emergenza.

Abruzzo. La riduzione della mobilita passiva dimostra che il fenomeno non e inevitabile. Quando si investe su reti, personale, prestazioni e capacita di risposta locale, una parte dei viaggi sanitari puo essere evitata.

Cosa prevede la proposta

  1. Riequilibrio del Fondo Sanitario Nazionale. Superare un riparto che di fatto premia chi parte gia avvantaggiato e introdurre criteri legati ai bisogni reali: deprivazione, anzianita, cronicita, aree interne, tempi d'attesa e mobilita passiva.

  2. Piano straordinario contro la mobilita passiva. Per le regioni che pagano di piu per mandare cittadini fuori, accordi vincolanti su prestazioni prioritarie, liste d'attesa, personale, diagnostica e reti cliniche.

  3. Case della Comunita piene di personale. Ogni investimento PNRR sui muri deve essere accompagnato da assunzioni, medicina di gruppo, infermieri di famiglia, specialistica territoriale e cure domiciliari.

  4. Recupero pubblico delle risorse disperse. Una quota dei flussi oggi spesi in mobilita sanitaria deve tornare nei territori di origine per finanziare servizi pubblici stabili, non solo rimborsi verso strutture fuori regione.

  5. Reti cliniche per l'alta complessita al Sud. Poli e reti nazionali nel Mezzogiorno per oncologia, cardiochirurgia, malattie rare e altre specialita, affinche i viaggi della speranza diventino eccezione e non regola.

  6. Argine all'autonomia differenziata in sanita. Nessuna intesa che aumenti il divario. I LEA devono essere finanziati e resi effettivi ovunque prima di ogni ulteriore regionalizzazione.

Perche conviene

  • E giusto. Nessuno deve rinunciare a curarsi perche non puo permettersi di partire.

  • E efficiente. Cinque miliardi di mobilita sanitaria sono anche risorse che potrebbero finanziare servizi pubblici nei territori di origine.

  • Conviene anche al Nord. Riequilibrare l'offerta alleggerisce gli ospedali oggi attrattivi e riduce liste d'attesa e sovraccarico.

  • Rafforza il SSN. Prossimita, prevenzione e presa in carico riducono ricoveri evitabili e accessi impropri.

Rischi e garanzie

  • Strutture senza personale. Le Case della Comunita non devono restare vuote: personale e strutture vanno finanziati insieme.

  • Fondi senza vincoli. Le risorse di riequilibrio devono avere obiettivi misurabili: tempi d'attesa, prestazioni recuperate, riduzione della mobilita passiva, personale assunto.

  • Privato sostitutivo del pubblico. Il privato accreditato non puo diventare la risposta ordinaria alla debolezza del pubblico. La priorita deve essere ricostruire capacita pubblica.

Ancoraggio costituzionale

La proposta si fonda sull'articolo 32 della Costituzione, che tutela la salute come diritto fondamentale dell'individuo e interesse della collettivita; sull'articolo 3, che impone di rimuovere gli ostacoli che rendono diseguali i cittadini; sull'articolo 117, secondo comma, lettera m), che affida allo Stato i livelli essenziali delle prestazioni; e sull'articolo 119, quinto comma, che consente interventi speciali per rimuovere squilibri economici e sociali.

La bussola e l'articolo 32 letto con l'articolo 3: la salute e un diritto fondamentale e uguale, e uguale significa esigibile allo stesso modo a Milano come a Crotone.

Firma: Tommaso Scicchitano

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