Che cos'è la città dei 15 minuti, tra servizi essenziali e presidi culturali

it città dei 15 minuti

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Le città concentrano popolazione, attività economiche e servizi, diventando luoghi in cui le diseguaglianze sociali e territoriali si manifestano in modo più feroce ed evidente. Forti e stanchi di questa consapevolezza, vogliamo proporre un'idea di sviluppo urbano che punta a garantire a tutte e tutti l'accesso ai servizi essenziali vicino ai luoghi in cui si vive, riducendo le distanze e migliorando la qualità della vita a partire dalle periferie.

Questo modo di concepire la città è noto come “Città dei 15 minuti”, un'idea di sviluppo urbano che punta a garantire a tutte e tutti l'accesso ai servizi essenziali vicino ai luoghi in cui si vive, riducendo le distanze e migliorando la qualità della vita.

Ogni quartiere è un centro città

La città dei 15 minuti propone una distribuzione equilibrata dei servizi essenziali come scuole, presidi sanitari, attività commerciali, spazi culturali, luoghi di lavoro e aree verdi. Una nuova ottica in cui ogni cittadina e cittadino può considerare facilmente raggiungibili a piedi, in bicicletta o con il trasporto pubblico i servizi essenziali, con ripercussioni inevitabili sulla soddisfazione e sulla vivibilità nei singoli quartieri.

Questa visione è particolarmente impattante per le periferie, luoghi trattati come marginali e spesso sprovvisti delle risposte ai bisogni più elementari, che in questo modo verrebbero dotate delle risorse necessarie nella vita quotidiana, ma anche di spazi capaci di generare socialità e partecipazione. Biblioteche, teatri, musei, parchi e piazze possono diventare presidi culturali e sociali in grado di rafforzare il senso di appartenenza delle comunità e creare nuovi centri urbani diffusi, in città che abbandonerebbero il paradigma centro/periferia, per far spazio a città policentriche, dove ogni cittadino ha il suo centro a massimo 15 minuti di distanza e ogni cittadino è al centro.

Boschi urbani, depaving e cambiamento climatico

Le città sono tra i luoghi maggiormente esposti agli effetti della crisi climatica, tra ondate di calore sempre più intense, consumo di suolo e inquinamento che incidono sulla salute e sulla qualità della vita.

Per questo la pianificazione urbana deve integrare la realizzazione di parchi, boschi urbani, alberature e corridoi verdi, non come oggetti utili al decoro cittadino, ma come soggetti in grado di incidere sulla qualità della vita, come vere e proprie infrastrutture pubbliche. I boschi urbani si tradurrebbero in uno strumento capace di abbassare le temperature nelle aree urbane, migliorare la qualità dell'aria e rendere le città più resilienti agli eventi climatici estremi. Un primo risultato evidente? Secondo l’US Environmental Protection Agency, nella stessa giornata, la temperatura dell’aria in strade non alberate è di circa 37,3°, mentre cala a 27,4° se è presente della vegetazione.

Un’altra misura valida, sempre più utilizzata nei Comuni italiani e da incentivare ulteriormente, è quella del depaving. La depavimentazione, ovvero la sostituzione di superfici ora ricoperte da cemento con aree verdi, non solo riduce le isole di calore che si generano in città, ma rende anche il territorio più permeabile. Questa soluzione, infatti, favorisce il passaggio dell’acqua allo stato di vapore, abbassando le temperature, e permette l’assorbimento dell’acqua, in modo che non confluisca più nelle fogne ma nelle falde acquifere.

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