Modifiche a "Una comunità forte non cerca nemici: costruisce ordine, giustizia e fiducia."

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    Se un cittadino percepisce insicurezza, precarietà o perdita di controllo, quella percezione merita di essere ascoltata, anche se poi non si condividono le soluzioni proposte.

    Quindi in campagna elettorale e nel programma eviterei uno schema del tipo:

    noi = umani;

    loro = razzisti.

    Perché questo chiude il dialogo.

    Partirei da un principio molto semplice:

    Ogni persona ha la stessa dignità. Ogni Stato ha il diritto e il dovere di governare i flussi migratori. Queste due affermazioni non sono in contraddizione.

    Molti dibattiti partono dal problema degli immigrati, però seondo me occorre cambiare prospettiva e chiedersi perché così tanti cittadini pensano che gli immigrati siano il problema?

    Le risposte possono essere molte: salari bassi, difficoltà ad accedere alla casa, percezione di insicurezza, servizi pubblici sotto pressione, quartieri lasciati a sé stessi. Anche quando la percezione non coincide con i dati, è comunque un fatto politico che va compreso.

    Ricordiamoci inoltre che tantissime persone che seguono l'estrema destra su questo terreeno sono persone che in realtà gioverebbero grandemente delle politiche di AVS!

    Nel programma potremmo parlare di
    1) "Sicurezza senza odio": ogni cittadino ha diritto a vivere in quartieri sicuri. La criminalità deve essere contrastata con fermezza, indipendentemente dalla nazionalità di chi la commette. L'odio crea invece ancora più insicurezza.
    2) "Integrazione come responsabilità reciproca": chi sceglie di vivere stabilmente in Italia deve rispettarne le leggi, impararne la lingua e partecipare alla vita della comunità. La società, dal canto suo, deve offrire strumenti concreti per rendere possibile questo percorso.
    3) "Distinguere le persone dai problemi": non è giusto attribuire responsabilità collettive a milioni di individui sulla base della loro origine. Le responsabilità sono sempre personali.
    4) "Governare, non subire": l'immigrazione deve essere gestita con regole chiare, procedure efficienti e tempi certi. Uno Stato incapace di governare i flussi genera sfiducia sia tra i cittadini sia tra gli stessi migranti.

    Dice il saggio: il disordine non nasce dalle persone, ma dalla cattiva amministrazione.
    Se una scuola funziona male non è colpa degli alunni.
    Se un ospedale funziona male non è colpa dei pazienti.
    Se l'immigrazione è mal gestita non è sufficiente attribuire la responsabilità all'esistenza degli immigrati.
    Il compito della politica è governare fenomeni complessi, non trovare un capro espiatorio.


    Infine c'è anche un aspetto strategico che trovo importante. Come accennavo, prima molte persone ceh seguono l'estrema destra sono in realtà persone che gioverebbero delle politiche di AVS. Allora l''obiettivo potrebbe essere anche parlare a queste persone che oggi sono attratte da proposte come la "remigrazione". Potrebbe essere allora è utile evitare un linguaggio che le faccia sentire immediatamente giudicate. È possibile riconoscere che esistono problemi reali legati all'immigrazione irregolare, all'integrazione o alla gestione dei servizi, e al tempo stesso sostenere che la risposta debba rispettare i diritti fondamentali e la dignità di ogni persona. In questo modo il confronto si sposta dalle etichette ("razzista" contro "buonista") alla domanda concreta: quali politiche risolvono davvero i problemi senza sacrificare i principi di una società democratica e delal dignità umana? Questa impostazione è , a mio modesto avviso, quella che può scardinare gli slogan della destra e creare consenso.

Titolo (Italiano)

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