Riscrivere il Piano Nazionale dei Trasporti massimizzando i benefici sociali e minimizzando l'impatto ambientale.

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Credo che dovremmo riscrivere il Piano Nazionale dei Trasporti secondo questi criteri:

  1. Stimare il fabbisogno atteso di mobilità per i prossimi 30 anni

  2. Elencare:

    • tutte le possibili misure volte a ridurre la richiesta di mobilità, ad esempio gli incentivi allo smart working, stimandone per ciascun anno l’effetto di riduzione della richiesta, e gli impatti ambientali, sociali ed economici, anche di lungo periodo;

    • tutte le attuali misure in essere, stimandone per i prossimi anni l'effetto in termini di riduzione o aumento della richiesta di mobilità, e gli impatti ambientali, sociali ed economici, anche di lungo periodo, legati al mantenerle in vigore, o in alternativa alla loro cancellazione;

    • tutti i possibili interventi che è possibile realizzare per potenziare le attuali infrastrutture, e per ciascuno di essi, per ciascun anno, stimare la domanda di mobilità soddisfatta, il potenziale aumento conseguente di domanda di mobilità, e gli impatti ambientali, sociali ed economici, anche di lungo periodo.

  3. Stabilire un criterio per confrontare tra loro gli impatti ambientali e sociali

  4. Scegliere la combinazione di misure e interventi sulle infrastrutture che abbia il minor impatto ambientale e maggior beneficio sociale, che sia in grado di coprire il fabbisogno atteso, e che sia realizzabile dal punto di vista economico.

Questo piano dovrebbe essere coordinato con il Piano Nazionale per l'Energia e il Clima, e condividere la stessa impostazione e gli stessi criteri.

Inoltre l'Italia dovrebbe proporre la stessa impostazione anche a livello europeo.

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Riscrivere il Piano Nazionale dei Trasporti massimizzando i benefici sociali e minimizzando l'impatto ambientale.

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