Costruiamo le infrastrutture per un Trasporto Pubblico Locale più competitivo e desiderabile
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“Una città avanzata non è quella dove anche i poveri usano l’auto, ma quella dove anche i ricchi usano il trasporto pubblico”, lo diceva il sindaco di Bogotà Enrique Peñalosa già vent'anni fa.
Negli ultimi decenni il trasporto pubblico locale è stato vittima di una cronica assenza di investimenti strutturali. Non riguarda soltanto il finanziamento del servizio, ma soprattutto la mancata costruzione di reti infrastrutturali moderne capaci di rendere il trasporto pubblico rapido, efficiente e realmente competitivo rispetto all’auto privata. In particolare nelle città medie italiane, troppo spesso si è rinunciato a progettare corsie riservate, linee tranviarie e sistemi integrati di mobilità.
Da quasi dieci anni esiste un fondo nazionale dedicato ai sistemi di “trasporto rapido di massa”, ma i bandi finora pubblicati hanno privilegiato prevalentemente le grandi città metropolitane, mentre molte realtà urbane intermedie sono rimaste escluse. È necessario rilanciare questi strumenti, aumentare le risorse disponibili e garantire criteri che consentano anche alle città medie di investire in infrastrutture strategiche per la mobilità sostenibile.
Le amministrazioni locali, da sole, non dispongono delle risorse necessarie: una singola linea tranviaria richiede investimenti di centinaia di milioni di euro. Eppure in Francia si è scelto di costruire reti tranviarie anche in città di poco superiori ai 100.000 abitanti, mentre l’Italia continua ad avere uno dei più alti tassi di motorizzazione privata d’Europa.
Per rilanciare davvero il trasporto pubblico occorre inoltre integrarlo con la rete ferroviaria e con i servizi di sharing mobility, attraverso sistemi tariffari unici e semplici che rendano gli spostamenti più convenienti e accessibili. Dobbiamo costruire un modello di mobilità in cui il trasporto pubblico non sia percepito come l’unica opzione per chi non ha alternative, ma come una scelta moderna, efficiente e desiderabile per tutti i cittadini.
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