Un piano che supporti e gestisca la transizione ecologica dell'industria pesante del nostro paese.
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L’Italia ha bisogno di un piano credibile per la decarbonizzazione dell’industria pesante, sia per gli impianti pubblici sia per quelli privati, a partire dall’ex ILVA di Taranto. La transizione ecologica non può tradursi nella chiusura degli stabilimenti, ma in investimenti concreti per modernizzare i processi produttivi e renderli compatibili con gli obiettivi di NET 0 transition. Il tutto garantedo la dignita e il diritto alla salute dei cittadini che vi lavorano. Per l’ex ILVA serve una strategia industriale chiara che porti a fare acciaio verde e che garantisca allo stabilimento un futuro degno. Decarbonizzazione degli impianti, bonifica del territorio e introduzione di tecnologie a basse emissioni basate su rinnovabili e idrogeno, seguendo modelli industriali già in sviluppo come STEGRA a Boden, in Svezia. Lo stesso approccio va applicato ai cementifici e agli altri settori ad alta intensità emissiva, dove tecnologie di carbon capture and storage necessitano di infrastrutture comuni per lo stoccaggio e cattura della CO2. Acciaio, cemento e industria pesante restano centrali per il sistema produttivo italiano e credo che non tenerli in considerazione possa essere un grande svantaggio. Il punto non è eliminare questi settori, ma accompagnarne la trasformazione mantenendo occupazione, competitività industriale e tutela ambientale.
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