Crisi climatica e consumo di suolo
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Ritengo opportuno esaminare il problema ormai sotto gli occhi di tutti dell'eccessivo consumo di suolo, il quale ormai direttamente influisce sulla crisi climatica
Assistiamo giornalmente a quello che può definirsi un paradosso legalizzato in tema edilizio, ovvero l'indiscriminato incalzare di cantieri edilizi che sono presenti in ogni contesto abitativo urbano e non.
Perchè paradosso? La crisi demografica è reale o no? Quanti immigrati regolarizzati compensano la diminuzione delle nascite in Italia? se c'è una risposta a queste domande si dovrebbe anche spiegare e considerare come mai il numero di abitazioni civili inutilizzate se non abbandonate e in stato di degrado, compresi i capannoni industriali e commerciali, è così importante da provocare sia una ricaduta sociale sui prezzi degli affitti per civile residenza, sia un importante ricaduta di impatto negativo ambientale per il loro stato di non uso.
L'UE ci stà imponendo dei criteri sempre più rigidi per le classi di efficienza energetica degli edifici e ciò influisce sicuramente e "giustifica" in parte la corsa delle Imprese edilizie alle nuove costruzioni, ma ciò , se fatto senza criteri, comporta e lo sarà sempre più, un consumo eccessivo di suolo se non compensato con virtuose operazioni di recupero e bonifica dei vecchi immobili
Quindi, cavalcando l'onda dell'efficientamento energetico e dello sviluppo dell'integrazione di tecnologie verdi inserite nei progetti di nuove costruzioni, si potrebbero pensare e concertare con tutti gli stakeolder coinvolti, delle procedure per compensare il consumo di suolo delle nuove realizzazioni edilizie con il recupero di quelle vecchie
A) La concessione dell'avvio lavori edilizi per le nuove costruzioni dovrebbe esser subordinato ad un impegno del costruttore di opere di bonifica o recupero funzionale se non demolizione e smaltimento materiali di edifici e opifici abbandonati , magari con la defiscalizzazione sulle suddette attività, ciò permetterebbe il duplice risultato di recupero del vecchio e creazione di un nuovo virtuoso circolo di costruzione, subordinato magari alla realizzazione contemporanea od alternativa di aree a verde e/o utilizzo obbligatorio di materiali Eco-compatibili.
Tali quot e % di opere di bonifiche e recupero funzionale potrebbero esser parametrate in relazione allo stato di degrado dei luoghi oggetto di nuove costruzioni , magari coinvolgendo nella valutazione funzionale Enti come ISPRA coordinata dal SNPA.
Lo Stato sarebbe liberato dal necessario e ormai improcrastinabile onere di una seria bonifica di tutti gli edifici abbandonati o in disuso, che creano degrado e negativo impatto ambientale per il dissolversi dei materiali nell'ambiente.
B) In Italia la proprietà privata è sacra...ma suddetto principio poteva esser valido e indiscutibile fin tanto e fin quando la crisi climatica e sociale non ha coinvolto ormai una larghissima fascia di popolazione e territorio nazionale.
Quindi il concetto stesso di Proprietà privata dovrebbe esser rivisto in funzione di principi superiori di salubrità pubblica, accesso più agevolato alla residenza civile per moltissime famiglie in difficoltà e non di meno una visione di recupero funzionale di ciò che è abbandonato per far spazio a tutto ciò che può servir meglio la collettività
Creazione di Spazi verdi pubblici, ridestinazione d'uso a carattere sociale di appartamenti e edifici abbandonati, con il conseguenziale e non da meno importante fine di creare una maggiore offerta di residenza civile e abbassare i prezzi degli affitti a sostegno di moltissime famiglie in difficoltà
In sostanza: Lo Stato dovrebbe identificare il maggior numero di edifici abbandonati creando magari una sorta di "Catasto dell'abbandonato", proponendo ai proprietari una duplice strada :
1) obbligarli alla ridestinazione d'uso a loro spese con importanti quote di defiscalizzazione ma subordinando tale beneficio proprio all'immediato successivo principio predetto
2) se in presenza di gravi e insormontabili problemi finanziari che giustificherebbero un intervento sostitutivo dello Stato o Enti Locali, lo stesso Stato o Enti locali potrebbero subentrare nella gestione del recupero dell'immobile , acquisendo i successivi benefici economici della ridestinazione fino a compensazione delle spese effettuate per poi eventualmente compartecipare ai successivi eventuali utili di gestione.
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