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Modifiche a "Fondo sovrano e dividendo universale"

Corpo del testo (Italiano)

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    C'è una ricchezza che appartiene a tutti, ma che quasi nessuno percepisce come propria. L'aria che respiriamo, le risorse naturali del sottosuolo, l'architettura legale e istituzionale che rende possibile il commercio, la ricerca scientifica finanziata con denaro pubblico, le tecnologie digitali costruite su decenni di investimenti collettivi. Nessuno ha creato tutto questo da solo. Eppure i suoi frutti finiscono quasi interamente nelle mani di chi riesce ad appropriarsene.

    L'economista Mariana Mazzucato chiama questa ricchezza "co-creata": generata da un processo collettivo che include investimenti pubblici, infrastrutture condivise e sapere accumulato nel tempo. Se è co-creata, una quota spetta a tutti.

    Il Dividendo Universale parte da questa premessa. Non è un sussidio, un bonus o una misura assistenziale. È un dividendo da proprietà collettiva — la quota che spetta a ogni cittadino dai beni che appartengono a tutti.

    È un'idea già sperimentata da decenni. In Alaska, dal 1982, ogni abitante riceve ogni anno una somma uguale per tutti, finanziata da un Fondo Sovrano alimentato dai proventi del petrolio estratto dal sottosuolo dello stato. Invece di creare magnati del petrolio, quella ricchezza è stata utilizzata per migliorare la vita di tutti i residenti.

    L'economista Guy Standing propone di replicare questo modello su scala globale: fondi sovrani alimentati dai proventi dei beni comuni — naturali, tecnologici, istituzionali — gestiti in modo indipendente e democratico, il cui rendimento venga distribuito in parti uguali a tutti i cittadini. Ogni paese può farlo. Anche il nostro.

    Chi utilizza i beni comuni — estraendo risorse naturali, sfruttando infrastrutture pubbliche, beneficiando di brevetti nati da ricerca pubblica, producendo emissioni nell'aria — pagherebbe in proporzione al proprio utilizzo. Il finanziamento non verrebbe dalla fiscalità generale.

    Il Dividendo Universale non è solo una misura economica. È una dichiarazione su cosa consideriamo valore. Oggi il mercato è l'unico arbitro: premia chi possiede capitale, ignora chi si prende cura di un figlio, chi studia, chi costruisce comunità.

    Chi crea valore senza che il mercato lo riconosca non compare nel PIL. Il dividendo corregge questa miopia. Riconosce che il valore si genera in molti modi, e che tutti contribuiamo alla ricchezza collettiva. Non come beneficiari di uno stato generoso, ma come proprietari di un patrimonio comune: la proprietà universale.

Titolo (Italiano)

  • +Fondo sovrano e dividendo universale

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