Modifiche a "Iniziativa popolare per il rilancio delle aree interne. Relazione di presentazione e articolato."
Corpo del testo (Italiano)
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Situazione di partenza ed obiettivi della proposta.
Le aree interne costituiscono una parte fondamentale del tessuto sociale, culturale ed economico del nostro Paese: comprendono piu di 4000 mila piccoli comuni (circa il 60% del territorio nazionale) nei quali risiede oltre un quarto della popolazione italiana.
Tali aree sono dotate di rilevanti risorse ambinetali e culturali, tuttavia , allo stesso tempo, sono soggette a un processo di costante margInalizzione politica, economica e sociale, contrassegnata dal calo della popolazione (talora anche sotto la soglia critica), dalla scarsità di opportunità economiche, dalla carenza di servizi pubblici e privati specie per quanto riguarda sanità istruzione mobilità e connettività. Ciò determina importanti costi sociali per l'intera nazione. La gravità di questa situazione è ormai comprovata da una pluralità di indicatori (tasso abbandono scolastico, risultati prove invalsi, coperture ospedaliere, carenze di disponibilità di tecnologie digitali, ecc..), ma appare con maggiore evidenza alla luce dei dati istat sullo spopolamento. Secondo l'istituto di statistica, negli ultimi 70 anni a fronte dell'incremento della popolazione italiana del 20%, le aree interne hanno perduto circa il 20 % dei loro abitanti. Questi dati sono ancor piu netti nel mezzogiorno, le cui aree marginalizzate perdono ogni anno 2,5% della popolazione contro 1,6 della media italiana. Proprio in ragione del loro decrescente peso elettorale, dovuto soprattutto alle tendenze demografiche, le aree interne sono sempre piu spesso abbandonate alle istituzioni pubbliche. Tale tendenza si è aggravata a seguito della crisi del 2009, che ha velocizzato la desertificazione dei servizi socio assistenziali e sanitari costrigendo la popolazione a un percorso di migrazione interna verso i centri urbanizzati. La situazione di degrado tende inoltre a peggiorare a causa dei nemici delle aree interne vale a dire quegli attori pubblici e privati che si costruisicono significative posizioni di rendita politica e/o economica sottraendo risorse a questi territori (mediante la costruzione di cave, discariche, impianti elettrici, ecc.. ecc..) con danni immensi per i residente considerati cittadini di serie C. Tale attegiamento politico, oltre ad essere irrispettoso nei confronti dei cittadini sta dimostrando tutti i propri limiti anche dal punto di vista economico , nella misura in cui l'urbanizzione insostenibile ha arrecato significativi svantaggi anche ai residenti delle aree urbane in termini di peggioramento dei servizi pubblici di inquinamento ambientale di aumento dei costi abitativi. Alla luce della gravità della situazione e considerate le sue conseguenze non appare sufficiente mirare a contenere il fenomeno dello spopolamento. E' necessario piuttosto adoperarsi per invertire la tendenza, attraverso il potenziamento dei servizi pubblici essenziali (in particolare quelli riferiti a sanità, istruzione, mobilità e connettività) e la valorizzazione della specificità dei singoli territori al fine di renderli demograficamente ed economicamente attrattivi. Si è ben coscienti che la gravità della situazione richiederebbe un intervento massiccio costante e coordinato da parte di tutti i livellli di governo. Questa iniziativa persegue un obiettivo politico strumentale a questo scopo inserendo stratigicamente il tema delle aree interne al centro dei principali processi politci e normativi in atto, sia a livello di parlamento nazionale - attraverso la revisione di punti essenziali della procedura di determinazione dei cosiddetti LEP - sia a livello di giunta e consiglio regionale, interferendo in maniera intelligente con le disponibilità economiche esistenti oltre che con la distribuzione territoriale del personale sanitario specialistico.
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METODO E CONTENUTI DELLA PROPOSTA
L'iniziativa non pretende di dare una risposta esaustiva e definitiva ai problemi che caratterizzano le aree interne, ma si propone di dare avvio a momenti di confronto e di dialogo con tutti coloro che dal territorio e sul territorio possono dare un contributo costruttivo: i cittadini, le associazioni, le imprese e le istituzioni politiche tutte. Per realizzare ciò è auspicabile lasciare la proposta "aperta" di non definirla in ogni suo aspetto al fine di raccogliere le sapienti indicazioni che proverranno dal territorio. L'iniziativa si muove su due versanti quello nazionale e quello regionale allo scopo di orientare tutti i centri di decisione politica verso il rilancio delle aree interne.
A) VERSANTE NAZIONALE DELLA PROPOSTA
A livello nazionale, la proposta si innesta nel processo di definizione dei livelli essenziali delle prestazzioni (LEP), avviato con la legge di bilancio per il 2023 ( legge 29 dicembre 2022 . 197 art. 1 comma 791 e seguenti) . Tale normativa presenta infatti un vistoso limite in quanto, pur dichiarando l'obiettivo di superare i maniera sistematica i divari territoriali non contempla nessun riferimento espresso alle aree interne.
L'intervento normativo qui proposto corregge tale stortura, movendosi in una triplice direzione:
Inserisce dei riferimenti esperri alle aree interne nell'ambito della procedura di definizione dei LEP, previa modifica del comma 791.
Introduce il comma 791 bis interamente dedicato alle aree interne, che tenga conto delle esigenze di connettività e digitalizzazione dei servizi connessi al territorio, in linea con la programmazione delle nuove governance per le aree interne;
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Integra la cabina di regia per la determinazione dei lEP di cui al comma 792 con tre rappresentanti delle aree interne ai quali dovrà essere affidato il compito di rendere effettive le innovazioni normative in via di introduzione.
In secondo luogo , l'iniziativa dedica un attenzione specifica per lo sviluppo del settore agricolo nelle aree interne. Come dimostrano i dati IFEL (2015), tale settore costituisce una delle principali leve per lo sviluppo economico dei territori periferici posto che caratterizza in maniera determinante circa il 72,9 % dei comuni della aree interne contro il 43,4 dei centri urbani. Allo stesso tempo l'agricoltura rappresenta una componente essenziale dell'inestimabile patrimoniodi trazioni locali di questi terrirori strettamente connesse agli obiettivi della transizione ecologica per quanto riguarda la conservazione del territorio, la salvagurdia della biodiversità, il contrasto del degrado del suolo. Invero, i dati della rete della formazione contabile agricola (RICA) per il triennio 2012-2014 dimostrano che la produttività media delle imprese operanti nelle aree interne e mediamente inferiore rispetto a quella dei centri urbani, fermo restando e indiscusse potenzialità di questi territori. La presente iniziativa fa perno su queste potenzialità inespresse nelle misure in cui favorisce gli investimenti pubblici a tutti i livelli regionale, nazionale ed europeo nel settore agricolo attraverso la fissazione di un specifico livello essenziale di prestazione (LEP).
B) VERSANTE REGIONALE DELLA PROPOSTA
Sul versante regionale, la proposta si integra ed interferisce con specifico riferimento alle costruende case della comunità e degli ospedali di comunità. Tali strutture sono finalizzate alla garanzia delle funzioni di assistenza sanitaria primaria prevenzione e promozione della salute, assecondando la logica della deospedalizzazione dell'assistenza a favore di una sanità di prossimità. La presente proposta connette in maniera strategica la garanzia del diritto alla salute, delle case della comunità e degli ospedali di comunità con il contrasto allo spopolamento delle aree interne, anche al fine di valorizzare le potenzialità economiche inespresse dei territori considerati (mediante la vendita di prodotti locali la valorizzazione delle risorse culturali, ecc.. ecc.. ). A questo scopo l'amministrazione regionale viene impegnata ad allocare negli ospedali di comunità e nelle case di comunità delle aree interne medici erogatori di prestazioni non soltanto ordinarie ma anche specialistiche. In tal senso, la proposta risponde a due esigenze diverse tra loro strettamente connesse:
a) evitare di rafforzare il processo dello spopolamento attaverso un insipiente allocazione delle prestazione specialistiche nei centri urbani che rafforzi le tendenze allo spopolamento e
b) iniziare ad invertire la tendenza collocando l'erogazioni delle prestazioni sanitarie specialistiche tenendo in prioritaria considerazione i bisogni dei cittadini delle aree interne. Quanto alla specifica indivisuazione delle aree interne queste, vanno individuate nel rapporto di istruttoria per la selezione delle aree interne, curato dal comitato nazionale ( 2022).
SEGUIRA' ARTICOLATO.....
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Titolo (Italiano)
- +Iniziativa popolare per il rilancio delle aree interne. Relazione di presentazione e articolato.