Modifiche a "Disabilità: proposte per l'Autonomia Garantita."
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Il tema della disabilità e della non autosufficienza non può più essere affrontato attraverso interventi frammentati, misure emergenziali, bonus occasionali o politiche assistenzialistiche continuamente soggette a tagli. È necessario costruire una visione organica e strutturale fondata su diritti universali, investimenti pubblici e piena dignità della persona.
Occorre costruire un sistema nazionale di norme, servizi e strumenti capaci di garantire alle persone con disabilità una vita realmente indipendente, inclusiva e autodeterminata, superando le profonde disuguaglianze territoriali e sociali che oggi limitano l’accesso ai diritti fondamentali. Perchè l’autonomia non è un privilegio né un lusso, ma un diritto.
La proposta rafforza il diritto alla vita indipendente tramite un sistema strutturale di assistenza personale autogestita, ispirato ai principi della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. L’obiettivo è permettere a ogni persona di scegliere come vivere, dove vivere e con quali strumenti di supporto, superando logiche esclusivamente assistenziali.
Per questo servono politiche pubbliche stabili, finanziamenti adeguati e una rete di servizi diffusa, accessibile ed efficiente, radicalmente alternativa ai continui tagli al welfare, alla privatizzazione dei servizi e a modelli che aumentano le disparità territoriali.
Proponiamo l’istituzione di un Piano Nazionale per l’Autonomia, finanziato attraverso risorse statali e fondi strutturali europei, finalizzato a garantire gratuitamente ausili, carrozzine, strumenti tecnologici assistivi e dispositivi personalizzati, aggiornati secondo i bisogni individuali delle persone con disabilità.
È inoltre necessario la creazione di un Fondo per l’Abitare Accessibile, con investimenti pubblici destinati all’adattamento delle case popolari e delle abitazioni private, attraverso contributi diretti, agevolazioni fiscali e interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche e sensoriali.
Sul piano lavorativo, invece bisogna puntare alla piena applicazione della Legge 68/99 attraverso controlli più efficaci sulle aziende inadempienti, incentivi per l’inserimento lavorativo stabile e misure per abbattere le barriere digitali e organizzative nei luoghi di lavoro. L’inclusione lavorativa deve essere garantita come diritto fondamentale e non subordinata a condizioni economiche o territoriali.
Dedicare particolare attenzione alle disabilità mentali e psichiche, colmando il vuoto lasciato dall’attuazione incompleta della legge Basaglia. La mancanza di risorse, servizi territoriali adeguati, personale specializzato e coordinamento tra enti ha prodotto negli anni profonde disparità regionali e gravi difficoltà per le famiglie. Rafforzare la rete pubblica di supporto psicologico, sanitario e sociale, costruendo un sistema territoriale realmente integrato.
Ragionare sull'introduzione di strumenti concreti per garantire partecipazione e rappresentanza diretta delle persone con disabilità nei processi decisionali pubblici, attraverso tavoli permanenti con funzioni consultive vincolanti e il coinvolgimento stabile delle associazioni rappresentative.
Un altro punto centrale riguarda la semplificazione della rendicontazione e dell’accesso ai contributi. Oggi migliaia di famiglie affrontano procedure burocratiche complesse, poca trasparenza e grandi difficoltà nell’ottenere sostegni economici e servizi. Semplificare le procedure amministrative, rendere chiari i criteri di accesso e garantire maggiore trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche è fondamentale.
Infine, va regolamentata a livello nazionale della figura del caregiver familiare, riconoscendone formalmente il ruolo sociale, economico e umano. I caregiver svolgono ogni giorno un lavoro essenziale spesso senza tutele, supporti adeguati o riconoscimento istituzionale. È necessario pertanto garantire diritti, sostegni economici, percorsi di tutela lavorativa e servizi dedicati.
Partire da queste misure e inserirle in una proposta complessiva per l’Autonomia Garantita significa costruire un Paese che non lasci sole le persone con disabilità e le loro famiglie, ma che riconosca pienamente il diritto all’autodeterminazione, all’inclusione sociale e alla dignità della vita. Una società più giusta si misura dalla capacità di garantire diritti reali a chi oggi incontra maggiori ostacoli.
Titolo (Italiano)
- +Disabilità: proposte per l'Autonomia Garantita.