Modifiche a "Unire il territorio: incentiviamo le fusioni comunali volontarie."
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In molte zone d'Italia, soprattutto nelle "aree interne", ci sono comuni con poche centinaia di abitanti, talvolta addirittura meno di cento, che faticano a garantire servizi essenziali come scuola, trasporti, cura del territorio e non riescono a sostenere le necessità di digitalizzazione - pubblica e privata - che il nostro tempo impone. Tale frammentazione amministrativa dà luogo a:
costi elevati;
inefficienze organizzative;
difficoltà nell’accesso ai fondi europei e nazionali;
impossibilità di contrastare adeguatamente lo spopolamento.
In questo campo la Legge 7 aprile 2014 n. 56 (Legge Delrio) ha comportato un'accelerazione nella fusione tra due o più comuni, ma soltanto in alcune regioni del Centro-Nord.
Si propone di rafforzare e rendere più stabile il sistema di incentivi per le fusioni tra comuni, mantenendo sempre il principio della volontarietà e della consultazione popolare. Sono possibili alcune misure concrete:
incentivi economici più lunghi nel tempo per i comuni che si fondono;
supporto tecnico amministrativo statale e regionale;
semplificazione delle procedure di fusione;
mantenimento delle identità locali mediante l'istituzione di organi di raccordo e rappresentanza civica quali i municipi o i consigli di frazione.
Applicando questo punto programmatico si avrebbero importanti benefici:
più qualità, efficienza e costanza dei servizi pubblici locali;
riduzione dei costi amministrativi duplicati;
più opportunità di accedere ai fondi UE e regionali e maggior capacità progettuale;
contrasto effettivo allo spopolamento;
amministrazioni più forti e capillari.
Le fusioni comunali potrebbero porre la questione della tutela degli istituti amministrativi territoriali delle minoranze linguistiche; tale problema si può risolvere mediante una norma che impedisca la fusione tra comuni non appartenenti alla stessa zona linguistica.
Titolo (Italiano)
- +Unire il territorio: incentiviamo le fusioni comunali volontarie.