Modifiche a "Più case, meno cemento: rigeneriamo quello che già esist"

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    Più case, meno cemento:

    rigeneriamo quello che già esiste

    Tre slogan, una sola idea: l'Italia non ha bisogno di nuovo suolo, ha bisogno di usare meglio quello che ha già

    🏭 Capannoni vuoti, non terreni vergini.

    🏠 Case sfitte, non giovani senza casa.

    🌱 Meno cemento nuovo, più futuro per chi resta.

    Il problema, in due numeri

    La Brianza è la provincia più cementificata d'Italia: il 41% del suolo è già consumato, e cresce ogni anno. Allo stesso tempo, in tutta Italia 9,5 milioni di case restano vuote mentre i giovani non trovano un affitto a prezzi accessibili. Continuiamo a costruire nuovo mentre l'esistente — capannoni, case, aree industriali — resta fermo. È uno spreco doppio: di territorio e di patrimonio già costruito.

    La buona notizia: le leggi per cambiare rotta esistono già, in parte. Vanno solo rese più stringenti, più rapide, e più convenienti per chi deve scegliere di riusare invece di costruire da zero.

    1. Capannoni e aree industriali: bonificare e riconvertire, non abbandonare

    Cosa c'è già

    In Lombardia è in corso un piano da 65 milioni di euro (51 dal PNRR, 14 regionali) per bonificare i cosiddetti “siti orfani” — aree contaminate abbandonate senza un responsabile che paghi. In Brianza riguarda già siti concreti come l'ex Diefenbach e l'ex Relub, con oltre 19,8 milioni di euro destinati al territorio.

    Cosa manca

    ● I cantieri promessi per l'autunno 2025 vanno monitorati pubblicamente: la Regione deve rendicontare periodicamente lo stato di avanzamento, sito per sito.

    ● Il censimento delle aree dismesse in Brianza (481 ettari individuati) risale a anni fa: va aggiornato con un censimento digitale annuale, pubblico e consultabile da chiunque.

    ● Oggi, se un sito viene abbandonato senza un responsabile bonificatore, l'intervento pubblico resta a discrezione politica. Proponiamo un termine massimo vincolante: se nessun responsabile interviene entro 24 mesi dal censimento, il Comune attiva automaticamente il potere sostitutivo già previsto dalla legge.

    Per chi vuole riconvertire un capannone in abitazioni

    ● Sportello unico integrato: oggi permesso di costruire e indagini ambientali preliminari sono due percorsi separati e sequenziali, che possono bloccare un progetto per anni. Vanno uniti in un solo procedimento con tempi massimi vincolanti (120 giorni).

    ● Esenzione dagli oneri di urbanizzazione oggi dovuti per cambi di destinazione d'uso sopra i 250 mq — la norma penalizza chi recupera l'esistente con lo stesso costo di chi costruisce nuovo. Chi rigenera merita un trattamento diverso da chi consuma suolo vergine.

    ● Credito d'imposta proporzionale ai costi di bonifica sostenuti dal privato, scontato dagli oneri comunali dovuti.

    2. Case vuote: un'occasione, non un problema

    Il punto di partenza: quasi 1 casa su 4 in Italia resta vuota. Non proponiamo di colpire chi possiede più case — proponiamo un patto che conviene davvero a entrambe le parti, in modo paritario.

    Per chi cerca casa

    ● Canone calmierato garantito, fissato su parametri concordati e non sul libero mercato — un affitto finalmente proporzionato al reddito, non ai prezzi gonfiati delle grandi città.

    ● Priorità per le categorie più fragili: giovani under 35, anziani con redditi bassi, persone con disabilità e famiglie monoreddito — chi oggi viene sistematicamente escluso da un mercato che premia solo chi ha già garanzie economiche solide.

    ● Contratti di durata garantita (almeno 8 anni), per dare stabilità reale a chi oggi si sposta ogni 12 mesi per colpa di affitti brevi o rinnovi incerti.

    ● Accesso facilitato a un patrimonio oggi invisibile: 9,5 milioni di case ferme diventano, per la prima volta, un'offerta reale e organizzata, non singoli annunci sparsi.

    Per chi possiede una casa vuota

    ● Bonus di ristrutturazione maggiorato, condizionato all'affitto a canone concordato — chi ristruttura per affittare a una delle categorie indicate riceve più aiuto di chi ristruttura e basta.

    ● Credito d'imposta sui canoni concordati non riscossi, per tutelare il proprietario da eventuali morosità.

    ● Procedura di sfratto accelerata in caso di morosità grave, in cambio dell'adesione al canone concordato.

    ● Immobile rivalutato e messo a reddito, invece di restare fermo a perdere valore e a degradarsi nel tempo.

    Bonus ordinario di ristrutturazione confermato e invariato per chi ristruttura la propria unica casa: nessuna proposta qui tocca questo diritto.

    Il risultato: quattro vantaggi concreti per chi cerca casa, quattro per chi la possiede vuota. Non è un favore ai proprietari né un attacco a chi ha più patrimonio — è uno scambio equo che oggi semplicemente non esiste.

    Perché conviene a tutti, non solo all'ambiente

    Questa non è una proposta ideologica contro il mattone o contro la proprietà privata. È una proposta che chiede alle istituzioni di fare meglio quello che hanno già iniziato a fare: la Lombardia ha già una legge sul consumo di suolo (LR 31/2014) da 11 anni, eppure resta la regione più cementificata d'Italia. Significa che la direzione è giusta, ma gli strumenti vanno affilati. Non servono nuove tasse, non servono nuovi divieti dall'alto: servono procedure più rapide, fondi già esistenti usati meglio, e incentivi che premiano chi sceglie di rigenerare invece di costruire da zero.

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