Cancellazione dei decreti sicurezza e del decreto Caivano: difendere la democrazia, i diritti e la giustizia sociale

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La sicurezza delle persone e dei territori non si costruisce con la militarizzazione, con la repressione del dissenso o con norme emergenziali che trasformano il disagio sociale in un problema di ordine pubblico. Si costruisce invece attraverso diritti, lavoro, scuola, welfare, presidi sociali, cultura, partecipazione democratica e investimenti pubblici nelle comunità.

Alleanza Verdi e Sinistra non può che proporre la cancellazione dei decreti sicurezza del governo Meloni e l’abrogazione del decreto Caivano, misure che rappresentano una pericolosa deriva autoritaria e repressiva incompatibile con i principi democratici e costituzionali del nostro Paese.

L’articolo 2 della Costituzione italiana riconosce e garantisce i diritti inviolabili della persona e richiede l’adempimento dei doveri di solidarietà politica, economica e sociale. Tra questi diritti fondamentali rientra pienamente la libertà di manifestazione del pensiero e il diritto al dissenso democratico, pilastri indispensabili di ogni Stato di diritto.

I decreti sicurezza del governo Meloni vanno invece nella direzione opposta: introducono nuovi reati, aggravanti e strumenti repressivi che rischiano di criminalizzare il conflitto sociale, colpendo manifestazioni, proteste, mobilitazioni sindacali, studentesche, ambientali e territoriali. Si tratta di norme che minano la tenuta democratica del Paese e alimentano un modello fondato sulla paura, sulla repressione e sull’idea di uno Stato di polizia.

In questi anni l’Italia è stata attraversata da importanti mobilitazioni popolari nate per difendere diritti fondamentali, nella provincia di Napoli in particolare: le lotte per le bonifiche nella Terra dei Fuochi, le vertenze operaie e sindacali, le proteste contro le delocalizzazioni e i licenziamenti, le manifestazioni contro gli sfratti, le mobilitazioni studentesche per il diritto allo studio, le proteste dei cittadini nei Campi Flegrei, le battaglie ambientali contro opere considerate dannose dai territori.

Con l’impianto repressivo dei decreti sicurezza, migliaia di cittadini rischiano di essere perseguiti penalmente semplicemente per aver esercitato il diritto democratico a manifestare, protestare o organizzarsi collettivamente. Questo rappresenta un attacco diretto alla partecipazione democratica e alle libertà costituzionali.

Allo stesso modo, il decreto Caivano rappresenta un modello sbagliato e fallimentare di intervento nelle periferie e nei territori più fragili. Quartieri e comunità che vivono condizioni di marginalità sociale, povertà educativa, disoccupazione e abbandono istituzionale non hanno bisogno di militarizzazione permanente, ma di investimenti straordinari in scuola pubblica, servizi sociali, edilizia popolare, spazi culturali, sport, sanità territoriale e lavoro dignitoso.

La risposta alla povertà e al disagio sociale non può essere la repressione. Trasformare le periferie in laboratori securitari significa ignorare le cause profonde delle disuguaglianze e alimentare ulteriormente esclusione sociale e tensioni.

Alleanza Verdi e Sinistra deve porsi l'obiettivo di proporre un modello radicalmente alternativo al decreto Caivano basato sulla giustizia sociale, sulla prevenzione, sulla partecipazione e sulla ricostruzione del tessuto sociale dei territori.

Un modello nuovo che preveda:

  • un grande piano nazionale per le periferie fondato su scuola, welfare, cultura, sport, diritto all’abitare e lavoro;

  • il rafforzamento dei servizi pubblici territoriali e della presenza educativa e sociale dello Stato;

  • investimenti per la prevenzione del disagio giovanile e della dispersione scolastica;

  • il sostegno alle realtà associative, culturali e sociali che operano nei territori più difficili;

  • la tutela piena delle libertà costituzionali e del diritto alla partecipazione democratica.

Difendere la sicurezza significa garantire diritti e dignità, non reprimere il dissenso. Una democrazia forte non teme le proteste sociali, ma ascolta i territori, affronta le disuguaglianze e costruisce giustizia sociale.

La sicurezza vera nasce da una società più giusta, più uguale e più libera.

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