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Abitare è libertà
Per un programma regionale lombardo sull’autonomia abitativa delle persone con disabilità
Una scelta di civiltà, non una misura di settore
In Lombardia, ancora oggi, troppe persone con disabilità non possono scegliere dove e come vivere.
Il diritto all’abitare, che per la maggioranza della popolazione rappresenta una dimensione naturale della vita adulta, per le persone con disabilità è spesso subordinato a:
✓ disponibilità di strutture
✓ vincoli amministrativi
✓ modelli organizzativi decisi da altri
La Legge nazionale 112/2016 (“Dopo di Noi”) e i relativi programmi regionali lombardi hanno rappresentato un passo avanti. Tuttavia, nella loro attuazione concreta, hanno finito spesso per riprodurre modelli comunitari, limitando la libertà di scelta individuale.
In Regione Lombardia, le misure attuative (DGR sul Dopo di Noi, Programmi Operativi Regionali, interventi tramite ATS e Ambiti) hanno privilegiato:
✓ gruppi appartamento
✓ soluzioni di co-housing
✓ percorsi guidati
trascurando una possibilità fondamentale per l’attuazione di un vero progetto di vita autonoma, vivere da soli.
Per Sinistra Italiana questo è il punto politico centrale: l’autonomia non è un servizio, è un diritto.
Cambiare paradigma: dalla protezione alla libertà
Noi proponiamo un cambio di paradigma netto.
Non basta “prendersi cura”: è necessario restituire potere di scelta.
Questo significa:
✓ riconoscere la vita indipendente, come previsto anche dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità
✓ superare la centralità dei servizi organizzati a favore dei progetti di vita individuali
✓ costruire politiche pubbliche che rendano possibile, non eccezionale, l’autonomia abitativa
La Lombardia, una delle regioni più ricche d’Europa, può e deve diventare un modello avanzato di questo approccio.
Proposta: Programma regionale “Abitare Autonomo”
Proponiamo l’istituzione di un Programma regionale strutturale, integrativo e migliorativo rispetto al “Dopo di Noi”, con un obiettivo chiaro: garantire alle persone con disabilità il diritto effettivo a vivere anche da sole, se lo desiderano.
1. Una quota di case pubbliche per l’autonomia
Oggi l’edilizia residenziale pubblica (ERP), regolata in Lombardia anche dalla Legge regionale n. 16/2016, non prevede una strategia esplicita per l’autonomia delle persone con disabilità.
Proponiamo di introdurre:
una quota obbligatoria (5–10%) degli alloggi ERP e dell’edilizia residenziale sociale (ERS) destinata a persone con disabilità in percorsi di vita autonoma con accesso anche individuale (non solo in convivenza).
Questa misura rompe la logica dell’istituzionalizzazione, favorisce l’inclusione nei quartieri, utilizza patrimonio pubblico già esistente.
2. Dall’offerta di servizi al reddito di autonomia: una Dote individuale
Oggi la spesa pubblica è ancora fortemente concentrata su strutture e servizi.
Noi proponiamo di spostare il baricentro, ovvero finanziare la persona, non il posto letto.
Attraverso l’istituzione di una: Dote regionale per l’abitare autonomo che integri e rafforzi gli strumenti previsti dalla L.112/2016 e dai fondi regionali.
La Dote deve necessariamente comprendere un contributo per affitto o mutuo, sostegno alle spese abitative, budget per assistenza flessibile, accesso a tecnologie per l’autonomia
La Dote deve necessariamente essere personalizzata e modulabile e di conseguenza inserita nel progetto individuale.
3. Case accessibili: investire sull’adattamento, non solo sulla costruzione
Una delle principali barriere all’autonomia è fisica. La Lombardia dispone già di strumenti parziali, ma frammentati quindi proponiamo un fondo regionale unico per l’adattamento degli alloggi, che integri:
✓ interventi per l’abbattimento delle barriere (anche rispetto alla normativa nazionale vigente).
✓ tecnologie domotiche.
✓ soluzioni innovative di sicurezza e autonomia.
Al fondo possono avere accesso: persone con disabilità, famiglie, proprietari privati che affittano
4. Sbloccare il mercato: una Agenzia per l’abitare inclusivo
Il problema non è solo la disponibilità di case, ma l’accesso. Spesso discriminazioni, diffidenza e complessità burocratica escludono molte persone.
Proponiamo di conseguenza la creazione di una Agenzia regionale per l’abitare inclusivo con funzioni di intermediazione pubblico-privato, di garanzia per i proprietari, di supporto ai contratti e soprattutto di accompagnamento ai progetti di autonomia
Questa Agenzia deve agire in raccordo soprattutto con i Comuni il cui ruolo è fondamentale per l’effettiva realizzazione del cambio di paradigma che qui proponiamo, con le ATS, gli ambiti territoriali e con le associazioni del terzo settore che si rendono disponibili.
5. Abitare da soli non significa essere soli
Una delle obiezioni più frequenti è che vivere da soli significhi isolamento.
Noi affermiamo il contrario, l’autonomia si costruisce con supporti giusti, non con convivenze obbligate. Serve quindi un sistema diassistenza leggera e flessibile, di voucher e supporto indiretto a
servizi domiciliari personalizzati, tutti strumenti che possono renderepossibile vivere da soli senza ricadere in modelli comunitari.
6. Urbanistica pubblica come leva di giustizia sociale
La Regione Lombardia ha strumenti importanti in ambito urbanistico e quindi in coerenza con il nostro pensiero proponiamo:
✓ obblighi di alloggi accessibili nei nuovi interventi
✓ incentivi per progetti inclusivi
✓ premialità per mix sociale
Non si tratta di “tecnica urbanistica”, ma di usare la pianificazione per produrre inclusione.
7. Il progetto di vita al centro (non il servizio)
Le politiche lombarde già prevedono il progetto individuale, ma spesso in modo formale.
Noi proponiamo di renderlo sostanziale attraverso il diritto reale a scegliere dove e con chi vivere, con la possibilità esplicita di vivere da soli e siccome le condizioni nella vita possono cambiare anche la revisione periodica delle scelte. La nostra proposta si inserisce pienamente nella Convenzione ONU sui principi di autodeterminazione
8. Trasparenza: sapere quante persone non possono scegliere
Oggi manca un dato fondamentale: quante persone vorrebbero vivere autonomamente ma non possono? Per capirlo proponiamo un monitoraggio regionale strutturato, la conseguente pubblicazione annuale dei dati e soprattutto indicatori chiari sull’autonomia abitativache aiutino la Regione ed i comuni a fare scelte mirate.
Senza dati, non esistono politiche efficaci.
9. Lombardia laboratorio di innovazione sociale
Infine, proponiamo l’avvio di progetti pilota territoriali, anche in collaborazione con l’Università e il terzo settore, e sperimentazioni sull’abitare individuale che possano diventare modelli replicabili.
Per trasformare la Lombardia in un laboratorio nazionale di politiche per la vita indipendente.
Libertà, non adattamento
La vera questione non è organizzare meglio i servizi.
Garantire anche la possibilità di vivere da soli significa riconoscere pienamente la cittadinanza delle persone con disabilità.
Per Sinistra Italiana, questa non è una politica di settore. È una politica di uguaglianza sostanziale.
Abitare è libertà. E la libertà o è per tutti, o non è.
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