Riconversione Industriale Ecologica e contrasto alla Delocalizzazione.
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I compagni dell'ex GKN a Firenze sono in lotta da 5 anni ormai, e ci hanno insegnato che l'industria è centrale nella lotta alla crisi climatica.
Tantissime fabbriche sono in questo momento a una frazione minima della loro capienza e della loro capacità di produzione, a causa della delocalizzazione verso Paesi che sfruttano i lavoratori più che in Occidente.
Queste industrie devono essere espropriate ed assegnate a cooperative gestite dai lavoratori, a patto che la produzione venga riconvertita in chiave di giustizia climatica e sociale.
A Mirafiori, ad esempio, lo stabilimento di Stellantis (ex FIAT), ha progressivamente eliminato il 90% dell3 propr3 dipendent3, 2/3 dell3 attuali dipendent3 sono in cassa integrazione (pagata dallo Stato) e la produzione industriale è crollata, ma i macchinari per la produzione di veicoli e l3 lavorator3 capac3 di usarli sono ancora qua. Questi macchinari possono essere usati per produrre autobus, metro, tram o treni, che permetterebbero di costruire l'infrastruttura per un trasporto pubblico efficiente, accessibile e gratuito.
Seguendo sempre l'esperimento dell3 lavorator3 dell'ex GKN, i macchinari possono essere utilizzati per fare totalmente altro, come la produzione di e-bike o cargo bike, e il riciclo di pannelli solari.
L'industria tessile potrebbe essere riconvertita per un Made in Italy sostenibile e duraturo, in modo tale da eliminare la necessità di comprare vestiti ogni 6 mesi perché di pessima qualità, o spendere centinaia di euro per un vestito che duri, ma inaccessibile alla stragrande maggioranza dell3 italian3.
Inoltre, l'esproprio degli stabilimenti e dei macchinari, e la gestione dell3 lavorator3 della produzione, permetterebbero di dare un colpo decisivo alla gestione oligarchica dell'economia.
Questa proposta permetterebbe la creazione di tantissimi posti di lavoro ben pagati, di un'economia democratica e di contrastare il fenomeno della delocalizzazione.
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