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Negli ultimi 30 anni abbiamo vissuto una sempre maggiore riduzione della qualità del lavoro.
Nonostante i mezzi tecnologici abbiano permesso un costante natuale aumento della produttività, con un conseguente aumento della ricchezza prodotta dal singolo lavoratore, oggi più che mai i datori di lavoro si accontentano sempre meno di ciò che facciamo e pretendono sempre più, restituendoci il meno possibile.
In ottemperanza dell'art.1 della nostra costituzione, cioè che la nostra è una Repubblica fondata sul lavoro, e non sul profitto di chi non lavora, ritengo vada riformato il mondo del lavoro privato, tutelando il più possibile i lavoratori, rimettendo la qualità della vita al centro, e istituendo un sistema punitivo deterrente nei confronti dei datori di lavoro.
La contrattazione nazionale va rinforzata, va ovviamente applicato un salario minimo nazionale, che io amplierei ad un ccnl minimo nazionale, che dunque non comprenda solo un importo minimo ma delle condizioni minime generali, ma soprattutto, va fatto qualcosa per costringere i datori di lavoro ad applicare a pieno i CCNL.
In Italia sono tanti i modi per aggirarli, dalle ferie che spariscono, i permessi mai utilizzati, i finti part time, le finte partite iva, gli straordinari non pagati ecc...
Propongo di istituire degli articoli del codice penale in merito ai datori di lavoro che non rispettano i contratti. Chi abusa deve rischiare il carcere. Il contratto è quello, e va rispettato in toto. Oggi è difficile denunciare all'Ispettorato del lavoro, e il più delle volte il datore di lavoro se la cava con una multina. Ritengo che far muovere il sistema penale sia un deterrente maggiore.
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