Modifiche a "Partita IVA Giusta — Semplice da aprire, proporzionata al reddito, con più tutele"
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In Italia aprire una Partita IVA è relativamente semplice. Molto più difficile è capire quale Partita IVA aprire, quali attività sia possibile svolgere, quale gestione previdenziale utilizzare e quali conseguenze fiscali e amministrative abbia ogni scelta.
Il problema diventa particolarmente evidente per chi svolge più attività contemporaneamente: un illustratore può lavorare per un cliente, vendere un proprio quadro, pubblicare un libro, tenere un corso e vendere prodotti collegati al proprio lavoro.
Dal punto di vista della persona si tratta di un'unica attività lavorativa. Dal punto di vista amministrativo possono diventare attività differenti, con codici ATECO, obblighi e sistemi previdenziali diversi.
La proposta di Partita IVA Giusta parte da un principio:
rendere semplice iniziare una piccola attività, far crescere gli obblighi insieme al reddito e garantire ai lavoratori autonomi tutele adeguate.
1. Una persona, una Partita IVA
Per le persone fisiche e le microattività proponiamo una Partita IVA personale unica, superando, per quanto possibile, la rigida separazione amministrativa tra attività professionale, commerciale e artigianale.
Una stessa persona dovrebbe poter svolgere più attività attraverso la medesima posizione fiscale e previdenziale.
Il principio dovrebbe essere:
una persona, una Partita IVA, una posizione previdenziale, regole comprensibili.
I codici ATECO continuerebbero a essere utilizzati per identificare le attività svolte, per finalità statistiche e per le attività che richiedono regolamentazioni specifiche, senza determinare automaticamente sistemi amministrativi e previdenziali radicalmente differenti.
2. Abolire i contributi minimi per artigiani e commercianti
Uno degli ostacoli maggiori alla nascita di una piccola attività è rappresentato dai contributi previdenziali minimi.
Nel 2026 artigiani e commercianti possono trovarsi a dover versare oltre 4.500 euro l'anno di contributi minimi, indipendentemente dal reddito effettivamente prodotto.
Per chi sta iniziando un'attività si tratta di un onere enorme.
Una persona che produce poche migliaia di euro di reddito non dovrebbe essere costretta a versarne una parte enorme in contributi calcolati su un reddito convenzionale superiore a quello realmente prodotto.
Proponiamo quindi di abolire i contributi previdenziali minimi e sostituirli con una contribuzione proporzionale al reddito effettivo.
Nessun lavoratore autonomo dovrebbe pagare contributi su un reddito che non ha prodotto.
3. Una fascia di avvio per le nuove attività
I primi anni sono spesso quelli economicamente più fragili.
Proponiamo una vera fascia di avvio del lavoro autonomo, nella quale imposte e contributi siano fortemente ridotti e proporzionati al reddito effettivamente prodotto.
Il sistema potrebbe prevedere diverse fasce: contribuzione minima o fortemente ridotta per i redditi molto bassi, aliquote progressivamente crescenti con l'aumento del reddito e accesso al sistema ordinario quando l'attività raggiunge dimensioni sufficienti.
Non dovrebbe inoltre esserci un salto improvviso alla fine di un periodo agevolato.
L'attività dovrebbe poter crescere e, insieme ad essa, dovrebbe crescere gradualmente anche il contributo richiesto dallo Stato.
4. Una tassazione progressiva e comprensibile
Un lavoratore autonomo dovrebbe poter sapere facilmente quanto dovrà pagare.
Proponiamo poche fasce progressive nelle quali imposte e contributi siano chiaramente collegati al reddito prodotto.
Il passaggio da una fascia all'altra dovrebbe essere graduale, evitando meccanismi nei quali superare una soglia anche di poco provochi un aumento sproporzionato del carico fiscale o previdenziale.
Il principio fondamentale deve essere che guadagnare di più sia sempre economicamente conveniente.
5. Basta tasse sui redditi futuri
Un lavoratore autonomo non dovrebbe essere chiamato a pagare imposte su un reddito che non ha ancora prodotto.
L'attuale sistema degli acconti obbliga il contribuente, insieme al saldo relativo al reddito già prodotto, ad anticipare parte delle imposte relative all'anno successivo sulla base di una previsione.
Questo sistema è particolarmente problematico per il lavoro autonomo, dove il reddito può cambiare considerevolmente da un anno all'altro.
Proponiamo quindi l'abolizione degli acconti fiscali obbligatori per le persone fisiche con Partita IVA e per le microattività.
Il principio dovrebbe essere:
si pagano le tasse sui redditi effettivamente prodotti, non sui redditi che si presume verranno prodotti.
Dovrebbe naturalmente rimanere possibile effettuare versamenti volontari durante l'anno per chi preferisce distribuire progressivamente il proprio carico fiscale.
6. Semplificare gli acquisti da fornitori esteri
L'economia è ormai digitale e internazionale.
Anche una piccolissima attività acquista normalmente pubblicità sui social network, software, servizi cloud, piattaforme di e-commerce e altri strumenti da aziende con sede all'estero.
Operazioni perfettamente ordinarie vengono però ancora trattate come operazioni fiscali particolari, richiedendo in alcuni casi procedure di integrazione o autofatturazione e specifici adempimenti IVA.
Spendere poche decine di euro per promuovere la propria attività su una piattaforma internazionale non dovrebbe richiedere conoscenze di fiscalità internazionale.
Proponiamo quindi di automatizzare la gestione fiscale degli acquisti di servizi da fornitori esteri.
Quando il documento ricevuto contiene tutte le informazioni necessarie, dovrebbe essere il sistema pubblico a determinare automaticamente il corretto trattamento fiscale e registrare l'operazione, senza richiedere al contribuente di produrre manualmente ulteriori documenti.
Un normale acquisto digitale deve essere semplice anche quando il fornitore ha sede in un altro Paese.
7. Più tutele per chi lavora con Partita IVA
Alla contribuzione deve corrispondere una vera protezione sociale.
Chi lavora con Partita IVA contribuisce al sistema previdenziale e fiscale e deve poter accedere a tutele adeguate.
Proponiamo di rafforzare e rendere universali le protezioni in caso di malattia grave o prolungata, maternità e paternità, impossibilità temporanea di lavorare, interruzione involontaria dell'attività e forte riduzione del reddito.
Dovrebbe inoltre essere prevista una vera forma di sostegno temporaneo per il lavoratore autonomo che perde il proprio lavoro o è costretto a chiudere l'attività.
Il lavoro autonomo comporta fisiologicamente una maggiore variabilità del reddito. Questo non significa che chi lo svolge debba essere escluso dalle principali forme di protezione sociale.
8. Un unico portale per gestire tutto
La semplificazione deve essere anche tecnologica.
Proponiamo un unico portale pubblico per il lavoro autonomo, attraverso il quale sia possibile aprire e modificare la Partita IVA, aggiungere o rimuovere attività, emettere e ricevere fatture, registrare corrispettivi, gestire gli acquisti esteri, controllare imposte e contributi e effettuare i relativi pagamenti.
Il portale dovrebbe inoltre mostrare continuamente una stima aggiornata di quanto il lavoratore ha maturato in imposte e contributi.
Il cittadino non dovrebbe essere costretto a conoscere preventivamente l'intera struttura della burocrazia fiscale italiana per poter lavorare legalmente.
Il principio di Partita IVA Giusta
La proposta non vuole eliminare tasse o contributi.
Vuole cambiare il modo in cui vengono richiesti.
Pagare sul reddito realmente prodotto.
Eliminare i costi fissi che impediscono alle piccole attività di nascere.
Non chiedere tasse anticipate su redditi futuri.
Far crescere gradualmente gli obblighi insieme al reddito.
Automatizzare gli adempimenti che possono essere gestiti dalla tecnologia.
Garantire tutele reali a chi contribuisce al sistema.
L'obiettivo è costruire un sistema nel quale mettersi in proprio non significhi affrontare fin dal primo giorno una struttura fiscale e previdenziale pensata per attività molto più grandi.
La legalità deve essere la strada più semplice, non quella amministrativamente più difficile.
Titolo (Italiano)
- +Partita IVA Giusta — Semplice da aprire, proporzionata al reddito, con più tutele