Modifiche a "Ammortizzatori sociali veri e concreti per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori nei giorni di caldo eccessivo"

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    Attualmente, per garantire la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, in particolare operai, occupati nei settori più a rischio per quanto riguarda il microclima a rischio e nello specifico caldo e umidità eccessivi, in Italia non è in vigore una normativa unica. Nello specifico, allo stato attuale, non c'è un divieto assoluto di lavorare durante le ore più calde, ma la mera possibilità per le aziende di collocare il proprio personale in Cassa integrazione per eventi oggettivamente non evitabili (CIG EONE), come le condizioni meteo estreme e appunto il caldo e umidità eccessivi. Quindi questa forma di tutela è affidata alla discrezione dell'azienda. Negli ultimi anni, le Regioni hanno cominciato ad emettere ordinanze per vietare il lavoro in particolari fasce orarie (di solito 12,30-16,00) per i lavoratori dei settori più esposti, come edilizia, lapidei e cave, agricoltura e florovivaismo, logistica e ciclo-facchinaggio, se la loro prestazione lavorativa dovesse svolgersi in esposizione diretta alla luce solare. Il tutto in cooperazione con INAIL e CNR che hanno messo a punto il portale https://www.worklimate.it/ attraverso cui, agilmente e quotidianamente, chiunque può verificare se una determinata località quel giorno sarà interessata da un alto rischio per la salute e quindi dall'estensione automatica e incontrovertibile del divieto di lavorare.

    I limiti di questa azione, seppur meritoria, sono evidenti e si stanno palesando empiricamente ogni giorno sempre di più:

    1. non tutte le Regioni hanno emesso tale ordinanza, lasciando i lavoratori sguarniti di tale tutela;

    2. i comparti produttivi coperti dalle ordinanze non esauriscono tutti i comparti interessati dalla gravosità del lavoro ad alte temperature;

    3. le ordinanze regionali tendenzialmente prevedono il divieto di effettuare la prestazione lavorativa in particolari fasce orarie unicamente se il lavoratore è esposto al sole, ma condizioni microclimatiche estreme vengono raggiunte anche in ambienti chiusi e confinati;

    4. la fascia oraria che generalmente è stata individuata (12,30-16,00) è limitata e non copre altre porzioni di giornata altrettanto calde e umide, se non peggio, a seconda delle giornate;

    5. lo strumento della disposizione normativa regionale ha generato una copertura a macchia di leopardo in Italia, tenendo fuori dalla tutela i lavoratori di alcune Regioni che non hanno emesso l'ordinanza o lo hanno fatto in ritardo;

    6. il tema dei controlli e dell'esigibilità del diritto alla tutela è centrale e ancora non risolto, visto che quotidianamente, nelle giornate contraddistinte dalle zone rosse, si verificano violazioni del divieto di lavorare durante le fasce orarie individuate dalle Regioni.

    Questa situazione non può andare più avanti, a maggior ragione quando si assiste a un'impennata degli infortuni mortali nel periodo estivo dovuti alle conseguenze dirette e indirette delle temperature e umidità eccessive. Per questo è arrivato il momento di approvare una norma nazionale, che metta fine all'attuale frammentazione territoriale, che superi i limiti prima elencati e preveda la Cassa integrazione per eventi atmosferici estremi e nello specifico caldo e umidità eccessivi per tutti i settori merceologici potenzialmente coinvolti, per l'intera giornata lavorativa, per i lavori anche al chiuso e in ambienti confinati e potenzi radicalmente il sistema dei controlli, con task force specifiche dell'Ispettorato del Lavoro territorialmente competente, del Comando dei Carabinieri per la tutela del lavoro e delle Asl.

    Le estati saranno sempre più afose ed è arrivato il momento di dare una copertura piena, efficace ed effettiva a un diritto sociale che impatta direttamente sulla qualità della vita dei lavoratori impegnati peraltro in settori particolarmente difficili, gravosi e impegnativi.

Titolo (Italiano)

  • +Ammortizzatori sociali veri e concreti per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori nei giorni di caldo eccessivo