Con la Cina ma a testa alta

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Non bisogna cadere in semplificazioni, non esiste una superpotenza buona, ma non c’è dubbio che la Cina sia l’unico stato che anziché portare guerra in giro per il mondo ha portato crescita e benessere per i propri cittadini (forse anche con un eccesso di inerzia nei confronti dell’internazionalismo, dando poco più che la solidarietà a Venezuela, Cuba e Palestina)

La Cina come ogni superpotenza non è esclusa da logiche imperiali ma la millenaria storia cinese interpreta l’impero in un’accezione diversa e più “locale” di quella russo-statunitense. Per questo dovremmo spingere per una rottura definitiva con il fu occidente (partendo dall’uscita unilaterale dalla Nato) e un avvicinamento all’est. La si può criticare per i suoi alleati (come se se li fosse scelti e non siano invece il riflesso della pirateria internazionale occidentale, un calderone di “nemici dell’occidente” che tiene dentro di tutto, da paesi socialisti a dittature islamiche) ma fino a quando non saremo i primi a normalizzare i rapporti politici con la Cina, quale altre prospettive ha? 

Bene aveva fatto il governo Conte a siglare il memorandum d'intesa sulla Nuova Via della Seta, ovviamente smantellato quasi immediatamente dal governo Meloni, che sogna di essere primo vassallo in un Europa feudo trumpiano. 

Il modello cinese non è ovviamente importabile in quanto prodotto del proprio contesto storico, (farebbe del resto ridere applicare in Italia il socialismo con caratteristiche CINESI), ma può aiutarci a riprendere il discorso sulla “via italiana al socialismo” abbandonato più di 30anni fa e offrirci alcuni spunti su come affrontare le nuove sfide che si sono nel frattempo concretizzate con l’avvento della quarta rivoluzione industriale, dell’intelligenza artificiale, della necessità di una transizione ecologica. 

Infine non bisogna cadere nella propaganda occidentale nella fretta di dare una risposta agli eventi internazionali (e non solo) e nella paura di perdere consenso. Non possiamo continuare a rincorrere gli eventi del mondo, bisogna iniziare a ragionare su una posizione concreta e coerente prima che si arrivi a un punto critico, anche a tutela nostra (penso ad esempio alla brutta figura fatta a Genova, dopo il rilascio dell’attivista Hannoun, da cui ci eravamo discostati in via precauzionale). Ad esempio su Taiwan, credo che l’analisi che vada fatta è quella dei compagni francesi di LFI e del governo spagnolo: l’isola è di diritto territorio cinese, come ha sempre riconosciuto anche l’ONU, e le relazioni si stanno lentamente distendendo verso una pacificazione che avverrà presumibilmente prima del 2049, nonostante gli Stati Uniti stiano facendo il possibile per accendere lo scontro, non accettando di poter perdere un centro importantissimo per l’innovazione tecnologica.

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