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    1. Un’Europa alternativa all’austerità

    * Costruire, all’interno dell’Unione Europea, un’alleanza tra i Paesi mediterranei e dell’Europa meridionale per contrastare nuove politiche di austerità e promuovere una politica economica fondata su investimenti, crescita, occupazione e coesione sociale.

    * Proporre un grande piano europeo di investimenti finanziato attraverso debito comune, con almeno 800 miliardi di euro all’anno complessivi da destinare agli Stati membri.

    * Utilizzare queste risorse per finanziare:

    * politica industriale europea;

    * welfare e servizi pubblici;

    * transizione ecologica ed energetica;

    * infrastrutture strategiche;

    * ricerca e innovazione;

    * difesa comune europea.

    2. Un Mediterraneo di pace e cooperazione

    * Ricostituire una missione europea sul modello di Mare Nostrum, con l’obiettivo di garantire il soccorso in mare e impedire che il Mediterraneo continui a essere un cimitero.

    * Creare corridoi umanitari sicuri e legali per consentire alle persone in fuga da guerre e persecuzioni di raggiungere l’Europa senza affidarsi ai trafficanti.

    * Rafforzare la cooperazione politica, economica e sociale tra tutti i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo.

    * Trasformare il Mediterraneo da frontiera militarizzata e luogo di conflitto in uno spazio comune di pace, sviluppo e cooperazione.

    3. Un nuovo rapporto con l’Africa

    * Rafforzare strutturalmente le relazioni dell’Italia e dell’Unione Europea con i Paesi africani.

    * Fare dell’Italia un ponte tra Europa e Sud globale, superando una logica puramente securitaria o assistenziale nei rapporti con l’Africa.

    * Promuovere investimenti, infrastrutture, formazione, ricerca e sviluppo industriale attraverso progetti elaborati insieme ai governi e alle società dei Paesi interessati.

    * Costruire relazioni commerciali più equilibrate, evitando qualsiasi forma di sfruttamento o di politica neocoloniale.

    * Escludere dal sostegno italiano ed europeo i progetti che risultino incompatibili con il diritto internazionale e con i diritti fondamentali.

    4. Investimenti e cooperazione con i Paesi mediterranei

    * Potenziare le relazioni commerciali ed economiche con i Paesi del Mediterraneo, attraverso investimenti pubblici e privati finalizzati alla crescita condivisa.

    * Finanziare progetti infrastrutturali, energetici, industriali, ambientali e sociali concordati con i Paesi partner.

    * Utilizzare la cooperazione economica come strumento per creare occupazione, ridurre le disuguaglianze e diminuire le cause strutturali delle migrazioni.

    * Superare definitivamente una politica estera basata sulla dipendenza economica e sulla subordinazione dei Paesi del Sud del mondo agli interessi europei.

    5. Una grande rete mediterranea della conoscenza

    * Creare una rete permanente tra università, scuole superiori e centri di ricerca dei Paesi mediterranei.

    * Favorire programmi comuni di ricerca, scambi di studenti e docenti, borse di studio, progetti culturali e collaborazioni scientifiche.

    * Utilizzare l’istruzione e la ricerca come strumenti di diplomazia e di costruzione della pace.

    * Promuovere una nuova identità mediterranea fondata sulla conoscenza reciproca, superando le divisioni e le diffidenze tra Paesi a maggioranza cristiana e musulmana.

    * Costruire progressivamente uno spazio mediterraneo della conoscenza, capace di mettere in comunicazione le giovani generazioni delle diverse sponde.

    6. Una tassazione globale della grande ricchezza

    * Promuovere a livello internazionale una tassa minima globale del 5% sui multimilionari e sulle grandi aziende multinazionali, attraverso un accordo tra gli Stati.

    * Contrastare l’elusione fiscale, i paradisi fiscali e la concorrenza fiscale al ribasso.

    * Destinare le maggiori entrate alla lotta contro la povertà, alla transizione ecologica, alla sanità, all’istruzione e allo sviluppo dei Paesi più fragili.

    7. Una posizione netta sulla questione palestinese

    * Rivedere i rapporti economici e commerciali con Israele, subordinandone il pieno ripristino al rispetto del diritto internazionale, al riconoscimento dello Stato palestinese e alla garanzia di pari diritti per la popolazione palestinese.

    * Utilizzare gli strumenti diplomatici ed economici dell’Italia e dell’Unione Europea per favorire una soluzione politica fondata sulla sicurezza, sull’autodeterminazione e sull’uguaglianza dei diritti di israeliani e palestinesi.

    * Condizionare i rapporti internazionali al rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani, senza ignorare le violazioni commesse da alcuna parte.

    8. Una nuova internazionalizzazione della sinistra

    * Ricostruire una rete internazionale delle forze progressiste e socialdemocratiche, capace di coordinare strategie e campagne politiche oltre i confini nazionali.

    * Creare organizzazioni e piattaforme comuni della sinistra mondiale sui grandi temi globali: lavoro, disuguaglianze, clima, pace, diritti umani, fiscalità internazionale e sviluppo sostenibile.

    * Rafforzare la cooperazione tra partiti, sindacati, associazioni, movimenti, università e organizzazioni della società civile progressista.

    * Fare della sinistra una forza capace di proporre risposte globali a problemi che non possono più essere affrontati esclusivamente a livello nazionale.

    * Costruire, in definitiva, un internazionalismo democratico, sociale ed ecologista, alternativo tanto al nazionalismo quanto alle logiche economiche neoliberali.

    Obiettivo generale: fare dell’Italia un Paese protagonista nella costruzione di un’Europa più solidale e autonoma, di un Mediterraneo di pace e cooperazione e di un ordine internazionale fondato sulla giustizia sociale, sul multilateralismo, sul rispetto del diritto internazionale e sulla collaborazione tra Nord e Sud del mondo.

Titolo (Italiano)

  • +Sinistra Internazionalista