Per un'Italia Neutrale. Una Repubblica per la pace, la cooperazione e il diritto internazionale.
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Ho letto diverse proposte su politica estera, NATO/UE, riarmo e posizionamento geopolitico, quindi volevo darvi anche io le mie - incentrate tutte principalmente su un unico tema: rendere l'Italia un Paese neutrale, abbandonando e contrastando la logica dei blocchi, applicando e collaborando a far applicare il diritto internazionale e appoggiando il Sud del mondo nelle sue rivendicazioni di indipendenza, uguaglianza e democrazia nel contesto internazionale.
È essenzialmente una politica di "neutralità attiva", a favore del diritto internazionale e dell'ONU. L'ho formattata come un misto di pseudo-articoli di legge e proposte politiche. Ci sono probabilmente altre cose che non ho spazio per scrivere. Ve la lascio suddivisa per categorie a grandi linee e come elenco numerato:
Sulla neutralità:
1) Modificare la Costituzione per inserire un articolo, o modificarne uno esistente, affinchè la Carta dichiari ufficialmente l'Italia un Paese neutrale, che vada a coadiuvare l'attuale art. 11, secondo cui «L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali [...]».
Come esempio prenderei la Svizzera e la sua politica sulla neutralità, o l'Austria, che, pur essendo uno Stato neutrale, fa parte dell'UE. Qualcosa come:
«L'Italia è uno Stato permanentemente neutrale, e non aderisce ad alleanze o trattati militari che comportino obblighi di mutua difesa o di partecipazione obbligatoria a conflitti armati. La Repubblica mantiene delle Forze armate adeguate al fine di garantire la sovranità, l'indipendenza, la difesa e l'integrità territoriale dello Stato. La Repubblica può impiegare le Forze armate in casi diversi da quelli elencati nel presente articolo solo ed esclusivamente nei casi consentiti dal diritto internazionale, nell'adempimento di altri obblighi internazionali assunti dallo Stato o come parte di operazioni militari internazionali più ampie ai sensi della Carta delle Nazioni Unite.»
Nel caso insieme a un secondo punto che definisca più precisamente la politica estera, una sorta di art. 11 espanso:
«La Repubblica basa la propria politica estera sui principi della Carta delle Nazioni Unite, sul diritto internazionale, sulla risoluzione pacifica delle controversie, sul non-intervento nella politica interna degli Stati esteri, oltre che sull'autodeterminazione dei popoli. Il ricorso alla forza militare è contemplato solo e unicamente come extrema ratio in caso tutte le soluzioni alternative di risoluzione delle controversie falliscano.»
2) In linea con il punto 1), fuoriuscire dalla NATO ed espellere ogni soldato straniero e base militare straniera dal suolo italiano.
Sugli armamenti e l'industria bellica:
3) Negare categoricamente il transito attraverso il territorio italiano o l'attraversamento del suo spazio aereo o delle acque territoriali a qualsiasi forza militare straniera, incluse eventuali spedizioni di armamenti a bordo di imbarcazioni, autoveicoli o aerei dirette verso Stati terzi che attraversino il territorio italiano.
3.1) Nel caso eventuali spedizioni di materiale bellico attraversino comunque il territorio italiano all'insaputa del Governo o delle autorità, sequestrarne i contenuti appena le autorità ne vengano a conoscenza.
3.2) Nel caso le suddette spedizioni siano dirette verso Stati o gruppi armati indagati da organismi internazionali per crimini di guerra o contro l'umanità, o verso cui ci siano sospetti fondati ai sensi del diritto internazionale di palesi violazioni dei diritti umani o del diritto internazionale sui conflitti armati, avviare indagini nei confronti dei responsabili per possibile complicità in crimini di guerra o contro l'umanità secondo il principio della giurisdizione universale.
4) Vietare per legge l'esportazione di armamenti o componenti ad uso militare o dual-use verso Paesi esteri coinvolti in conflitti armati e in particolare la vendita di armamenti o munizioni alle Forze armate di Paesi esteri, eccezion fatta per Stati impegnati in conflitti di autodifesa ai sensi dell'art. 51 della Carta delle Nazioni Unite.
5) Nazionalizzazione di tutta la filiera dell'industria bellica e militare. Interruzione di gran parte delle collaborazioni con Stati o privati esteri nell'ambito della ricerca militare, sostituendole con progetti in-house e mantenendo quanto serve esclusivamente per la difesa nazionale. Riconversione di parte delle capacità belliche in industria civile/dual-use/ricerca di altro tipo, preservando il know-how e i posti di lavoro.
Sulla politica estera:
6) Adoperarsi come Stato in tutte le sedi internazionali per la riforma delle Nazioni Unite e del Consiglio di Sicurezza, in particolare per l'abolizione del potere di veto in mano ai Membri permanenti, se non per l'abolizione dei Membri permanenti stessi per sostituirli con un Consiglio di sicurezza composto interamente da Stati selezionati secondo i criteri già attualmente applicati per selezionare i Membri non permanenti, e per dare più potere decisionale e democratico all'Assemblea generale dell'ONU approvando e appoggiando eventuali riforme della Carta delle Nazioni Unite.
7) Adoperarsi come Stato in tutte le sedi europee applicabili al fine di ridefinire e modificare quanto possibile la Politica estera e di sicurezza comune dell'UE verso questa nuova linea indipendente di politica estera ed internazionale, cooperando con altri Stati europei.
8) Promuovere il processo di integrazione e di costruzione di un'ecosistema di governance globale condivisa, internazionale e democratica al fine di favorire il più possibile la collaborazione tra gli Stati e i popoli del pianeta nel fronteggiare le sfide urgenti ed emergenti che dovremo affrontare come umanità e come comunità internazionale nel corso del XXI secolo.
9) Perseguire una politica estera di non-allineamento ai blocchi. Concentrare la politica estera italiana sul contrasto ad ogni forma di imperialismo e neo-colonialismo e alle violazioni del diritto internazionale e umanitario. Fornire aiuto ai Paesi del Sud del mondo nel rompere i rapporti di dipendenza o di competizione diseguale che li legano o tengono dipendenti da Stati o enti privati stranieri e collaborare con essi per favorire il loro sviluppo economico, sociale e democratico e la loro indipendenza, anche nelle sedi delle organizzazioni internazionali di cui l'Italia fa parte.
10) Promuovere il ruolo dell'Italia come promotrice della pace e della cooperazione tra i popoli e gli Stati, come mediatore internazionale, come sede neutrale di negoziazione diplomatica e di risoluzione pacifica delle controversie, mettendoci a disposizione degli Stati, delle Nazioni Unite e delle organizzazioni regionali per facilitare processi di pace e accordi internazionali. La Svizzera svolge già attivamente un ruolo di questo tipo ormai da decenni se non da quasi 2 o 3 secoli ormai, e storicamente lo hanno svolto anche altri Paesi neutrali come la Svezia, prima di aderire alla Nato e al blocco occidentale.
Ovviamente la realizzazione di questi punti dipenderebbe anche dalla cooperazione o meno di altri Stati europei, purtroppo.
Sullo spazio:
11) Maggiore supporto e finanziamento all'Agenzia Spaziale Europea, all'Agenzia Spaziale Italiana e alle loro attività per promuovere l'esplorazione pacifica dello spazio come progetto da portare avanti come specie umana nel corso del XXI secolo e come occasione per la cooperazione internazionale e per promuovere la pace nel mondo e fra le nazioni e i popoli, recuperando lo spirito di cooperazione pacifica e di costruzione di un futuro condiviso che contraddistingueva parte della Corsa allo spazio durante la Guerra fredda. Contrasto ai giganti privati dello spazio a favore del pubblico e dell'intervento dello Stato (nel caso in collaborazione con privati ma sotto la direzione statale) nell'esplorazione spaziale.
Sulle forze armate (e quindi, cosa ce ne facciamo? qualche idea):
12) Impiegare l'Esercito, la Marina e l'Aeronautica militare per:
12.1) Portare avanti operazioni di soccorso umanitario dei migranti in acque internazionali nel Mediterraneo in collaborazione con la Guardia costiera e, nel caso, con altri Stati europei.
12.2) Fornire assistenza a Stati esteri nel contrasto ai gruppi terroristici nel caso i loro governi lo richiedano o vi sia una minaccia fondata o uno stato di grave pericolo per cittadini italiani o per lo Stato italiano stesso.
12.3) Contrastare (non militarmente in senso diretto o scoppia una guerra) o comunque provare a dissuadere le grandi potenze nel caso provino ad usare la forza militare per costringere uno Stato meno potente ad ubbidire alla loro volontà tramite l'uso della forza o la minaccia dello stesso, o provino a rovesciarne militarmente il governo o a scatenare guerre di aggressione.
12.4) Condurre operazioni per garantire la libertà di navigazione e contrastare eventuali violazioni del diritto internazionale del mare e della navigazione o atti di pirateria internazionale. Proteggere o scortare missioni umanitarie civili e internazionali, specialmente nel caso in cui siano a bordo (o a rischio le vite di) cittadini italiani o imbarcazioni battenti bandiera italiana o che salpino dalle coste dell'Italia.
12.5) Realizzare opere pubbliche, infrastrutture e manutenzione delle suddette, e prestare servizio come corpo rapido di soccorso insieme a VV.FF, Polizia e Protezione civile in caso di disastri naturali o ambientali. Questo è già stato fatto diverse volte, ma integrare stabilmente questo ruolo e favorire l'integrazione con la Protezione civile e altri soccorsi per aumentare l'efficienza, addestrare maggiormente i soldati sulla gestione delle emergenze.
Ovviamente non tutto quello che ho scritto potrebbe finire in un eventuale programma di governo dell'eventuale Campo largo, vi ho dato una sorta di "programma massimo" sulla politica estera, ma come programma di AVS secondo me potremmo e dovremmo recuperare almeno alcuni dei più importanti e urgenti fra questi temi.
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