Economia europea per la pace

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Il principio di questa proposta è sfruttare la forza economica europea per imporre condizione eque ed umanitarie a tutti gli attori del mercato che operano e cooperano con gli stati membri.

Grazie a questa riforma, lo Stato e l'Unione Europea eserciteranno una forte e immediata leva economica globale, isolando finanziariamente i governi aggressori e scoraggiando le violazioni dei trattati di pace a livello mondiale. I processi decisionali europei e delle Nazioni Unite diventeranno fluidi, democratici e tempestivi, azzerando le paralisi geopolitiche causate dai singoli veti e permettendo interventi immediati a tutela della pace mondiale e della sicurezza collettiva.

  1. Introduzione di un quadro normativo europeo per l'applicazione immediata e rigorosa di sanzioni economiche e commerciali contro i Paesi che violano il diritto internazionale.

  2. Introdurre il divieto di importazione e commercializzazione sul mercato italiano ed europeo di beni, materie prime o servizi provenienti da aziende o Stati sanzionati per violazioni del diritto internazionale o dei diritti umani.

  3. Promozione di accordi internazionali per la cancellazione o la ristrutturazione del debito dei paesi del sud del mondo subordinata e vincolata all'adozione di piani di sviluppo basati sulla tutela dei diritti umani, sull'abolizione del lavoro minorile e sulla transizione ecologica.

  4. Promozione dell'eliminazione definitiva del diritto di veto in sede di Consiglio Europeo e ONU.

Ci tengo a precisare che queste proposte sono un estratto ragionato della riforma complessiva già postata da me, Davide Grazian, nei precedenti post.

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