Oggetto: Proposta di Obbligazioni Energetiche Statali
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Possibile nuovo modello di finanziamento della transizione energetica Gentile Ufficio Atti non legislativi del Senato mi permetto di sottoporre alla Sua attenzione una proposta personale, nata dalla riflessione sulle attuali modalità con cui vengono incentivati gli interventi finalizzati alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Sono pienamente convinto della necessità di accelerare la transizione verso un sistema energetico più sostenibile, autonomo e meno dipendente dalle fonti fossili. Mi chiedo tuttavia se l'attuale modello, basato in larga misura sull'incentivazione di migliaia o milioni di piccoli impianti installati presso singoli immobili, rappresenti necessariamente la soluzione più efficiente dal punto di vista economico, energetico e infrastrutturale. Da questa considerazione nasce una proposta alternativa, che potrebbe affiancare, e in alcuni casi sostituire, parte degli incentivi oggi destinati agli interventi individuali.
1. Un nuovo strumento: le "Obbligazioni Energetiche Statali" Lo Stato potrebbe istituire uno specifico strumento finanziario destinato esclusivamente al finanziamento di grandi infrastrutture nazionali per la produzione e l'accumulo di energia da fonti rinnovabili. II cittadino, invece di ricevere necessariamente un contributo pubblico per installare un impianto fotovoltaico o un'altra tecnologia presso la propria abitazione, potrebbe scegliere volontariamente di investire una determinata somma, ad esempio 5.000, 20.000 0 30.000 euro, acquistando una Obbligazione Energetica Statale. II capitale raccolto sarebbe destinato esclusivamente alla realizmzione di grandi impianti energetici strategici, individuati sulla base della loro effettiva convenienza tecnica ed economica. Potrebbero rientrare nel programma: grandi impianti fotovoltaici; • impianti eolici nelle aree maggiormente idonee; • sistemi di accumulo energetico; • impianti idroelettrici e sistemi di pompaggio; • geotermia; infrastrutture per la distribuzione e il trasporto dell'energia; • altre tecnologie rinnovabili che risultassero economicamente e tecnicamente convenienti.
2. Dal piccolo investimento individuale all'economia di scala La logica della proposta sarebbe quella di concentrare una parte degli investimenti in grandi infrastrutture progettate e gestite secondo criteri di massima efficienm. Un grande impianto può infatti essere realizzato in un luogo scelto sulla base dell'irraggiamento solare, della disponibilità di vento, della vicinanza alla rete elettrica, delle possibilità di accumulo e di numerosi altri parametri tecnici. In questo modo si potrebbe perseguire l'obiettivo di produrre più energia possibile con il capitale investito, evitando che una parte delle risorse pubbliche venga necessariamente frammentata in milioni di interventi individuali di dimensioni ridotte. Ciò non significa eliminare il fotovoltaico domestico o le altre forme di autoproduzione: queste potrebbero continuare ad essere disponibili per chi le ritiene convenienti. Si introdurrebbe semplicemente una seconda possibilità di partecipazione alla transizione energetica.
3. II cittadino diventerebbe investitore della transizione energetica L'aspetto che ritengo particolarmente interessante è il rapporto diretto tra cittadino e produzione energetica nazionale. II cittadino che acquista l'obbligazione non riceverebbe semplicemente un incentivo a fondo Diventerebbe invece un investitore nella produzione di energia rinnovabile del proprio Paese. A fronte dell'investimento potrebbe ricevere: I. un rendimento finanziario predeterminato; 2. la restituzione del capitale secondo una scadenza stabilita; 3. un eventuale beneficio aggiuntivo collegato alla produzione energetica realizzata; 4, una riduzione o un credito sulla componente energetica dei propri consumi, secondo modalità da definire. II meccanismo dovrebbe naturalmente essere studiato in modo da garantire la sostenibilità economica dell'intero sistema e da evitare qualsiasi onere finanziario eccessivo per lo Stato.
4. Un esempio puramente indicativo Si potrebbe ipotizzare, a titolo meramente esemplificativo, un'obbligazione del valore di 10.000 euro con durata decennale. II cittadino investe 10.000 euro. Lo Stato utilizza il capitale raccolto, insieme ad altre risorse pubbliche e private, per realizzare infrastrutture energetiche di grandi dimensioni. II cittadino riceve nel corso degli anni un rendimento sull'investimento e, parallelamente, potrebbe beneficiare di un meccanismo di riduzione dei propri costi energetici. In questo modo la spesa pubblica destinata alla transizione energetica non verrebbe semplicemente trasferita al cittadino sotto forma di incentivo, ma potrebbe contribuire alla creazione di un patrimonio energetico nazionale.
5. Un possibile effetto di grande scala Immaginando, soltanto come esempio teorico, Che 5 milioni di cittadini investissero mediamente 10.000 euro, si otterrebbe una capacità finanziaria di circa 50 miliardi di euro. Non si tratterebbe quindi più di una somma destinata a milioni di singoli interventi, ma di una potenziale leva finanziaria per un programma nazionale di grandi dimensioni. Inoltre, un programma di questo tipo potrebbe essere aperto, secondo modalità da valutare, anche a fondi pensione, assicurazioni, banche, imprese e investitori istituzionali. Lo Stato potœbbe quindi svolgere il ruolo di coordinatore e garante di una grande mobilitazione di capitale privato verso la transizione energetica.
6. Un vantaggio anche sociale La proposta potrebbe inoltre consentire di coinvolgere nella transizione energetica anche quei cittadini che non hanno la possibilità o la volontà di installare pannelli fotovoltaici sulla propria abitazione. Ad esempio: • persone che vivono in condominio; • proprietari di immobili con tetti non idonei; persone anziane; • cittadini che non vogliono sostenere i costi di installazione e manutenzione; • farniglie che preferiscono investire direttamente nella produzione energetica nazionale. In sostanza, si potrebbe introdurre il principio: "Non è necessario avere un pannello sul proprio tetto per partecipare alla produzione di energia rinnovabile del Paese"
7. Una proposta da sottoporre a uno studio tecnico indipendente Non intendo certamente sostenere che questo modello sia automaticamente migliore di quello Ritengo però che possa essere studiato e confrontato, con dati tecnici ed economici, con gli attuali sistemi di incentivazione. Sarebbe interessante valutare, a parità di risorse economiche: quanta energia può essere prodotta; quale sia il costo per kWh; quale sia il costo Complessivo degli incentivi; quale Sia il costo di adeguamento delle reti; quale sia il costo dei sistemi di accumulo; quale sia la durata degli investimenti; quale beneficio economico possa essere restituito ai cittadini; quale sia l'impatto sulla finanza pubblica; quale sia la riduzione delle emissioni ottenibile. Potrebbe quindi essere realizzato uno studio di fattibilità indipendente per verificare Se un sistema di "Obbligazioni Energetiche Statali" possa rappresentare uno strumento complementare alle politiche energetiche attualmente adottate. Conclusione La mia proposta nasce da una considerazione molto semplice: se lo Stato deve comunque destinare ingenti risorse alla transizione energetica, perché non utilizzare una parte di tali risorse per creare direttamente nuova capacità produttiva nazionale, consentendo contemporaneamente ai cittadini di diventarne investitori e beneficiari? Invece di finanziare esclusivamente milioni di singole installazioni, si potrebbe valutare la possibilità di creare un grande patrimonio energetico nazionale, finanziato anche attraverso la partecipazione volontaria dei cittadini Ritengo che una simile impostazione potrebbe trasformare il cittadino da semplice beneficiario di un Incentivo a protagonista e investitore della transizione energetica. Con la presente non intendo quindi proporre una soluzione già definita, ma sottoporre all'attenzione del Ministero un'idea che, a mio avviso, potrebbe meritare un approfondimento tecnico, economico e finanziario. RingraziandoLa per l'attenzione e confidando che la proposta possa essere presa in considerazione
RingraziandoLa per l'attenzione e confidando che la proposta possa essere presa in considerazione, porgo Distinti saluti Enzo Urban via Giovanni XXIII, 16 Latisana 33053 (UD))
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