Voto AVS da sempre, e condivido l'urgenza e gran parte di ciò che scrivete: ed è proprio per questo che il "no" a priori al nucleare non sta in piedi.

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Sono con voi su molto, dagli obiettivi vincolanti al Comitato scientifico indipendente, dall'efficienza energetica al potenziamento delle reti, dalle Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali alla lotta alla povertà energetica, tutto sacrosanto; ma dentro il vostro stesso testo c'è una contraddizione che non regge.

Scrivete di voler arrivare al 100% rinnovabili "tutelando paesaggio, ambiente e accettabilità sociale", ma sono obiettivi in tensione tra loro: fotovoltaico ed eolico hanno bassa densità energetica e occupano molto territorio, e proprio la tutela del paesaggio e l'opposizione locale sono gli ostacoli che in Italia rallentano gli impianti. Il nucleare risponde esattamente a questo vincolo che voi stessi ponete, perché dà tantissima energia da pochissimo suolo: è tra le tecnologie più rispettose del paesaggio che esistano.

Lo chiamate "falsa soluzione costosa", ma è da decenni la principale fonte di elettricità a basse emissioni dell'Unione Europea, e dargli del "falso" è uno slogan, non un dato. E sul costo il confronto onesto non è il prezzo di un kWh da una singola fonte, ma il costo di sistema per garantire energia 24 ore su 24: un sistema 100% rinnovabile richiede sovracapacità enorme, accumulo su larga scala e nuove reti, mentre il nucleare è la base programmabile che rende quel sistema davvero realizzabile, nei tempi che il clima impone.

E qui non posso più girarci intorno, perché questo "no" è diventato un dogma: proponete un Comitato scientifico indipendente, ma scrivete il rifiuto del nucleare nella carta dei principi prima ancora che quel Comitato si riunisca. Escludere per decreto una fonte a basse emissioni è l'esatto contrario del "seguire la scienza": o ci si crede, o non ci si crede. Vi chiedo di non perdere elettori come me su un dogma.

E c'è una cosa che mi ha ferito e che vi devo dire chiaramente: ho letto che, secondo la dirigenza, chi è favorevole al nucleare "in realtà non vota AVS", e questo significa essere disconnessi dal proprio elettorato. Io voto AVS e sono favorevole al nucleare, non sono un'eccezione, siamo in tanti; liquidarci come "gente di un altro partito" non è un'analisi, è un modo per non ascoltare.

E allora la domanda finale è su Decidiamo stesso: avete costruito una piattaforma per ascoltare la base e l'avete chiamata partecipazione, confronto, intelligenza collettiva, ma se le posizioni scomode vengono respinte in partenza e chi le porta viene derubricato a non elettore, allora questa operazione non sta funzionando e non ha senso di esistere. La partecipazione o è vera, e cambia qualcosa, o è una vetrina: dimostrateci che è la prima cosa, e discutete il nucleare nel merito, finché siamo in tempo.

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