Modifiche a "Formazione docenti"
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La serie di proposte riguarda la formazione dei docenti curricolari e di sostegno. Si tratta di interventi di riforma radicali, ma ritenuti necessari per costruire un percorso di accesso alla professione docente più equo, paritario e realmente meritocratico, eliminando gli ostacoli economici e valorizzando la preparazione acquisita durante il percorso universitario.
1) Abolire i percorsi abilitanti (TFA e altri percorsi di abilitazione). L'idea è che la preparazione didattica e pedagogica non venga più acquisita con corsi post-laurea a pagamento, ma sia integrata direttamente nel corso di laurea, come già avviene per gli esami disciplinari richiesti per insegnare. Ogni studente universitario interessato a diventare docente potrà scegliere di inserire nel proprio piano di studi gli insegnamenti oggi previsti nei percorsi abilitanti, senza dover sostenere esami aggiuntivi o affrontare ulteriori costi. Gli attuali percorsi di abilitazione rendono l'accesso all'insegnamento un percorso elitario e poco meritocratico, alimentando una forte disparità tra chi può permettersi di acquistare titoli e corsi e chi, invece, non ha le stesse possibilità economiche.
2) Riformare la formazione dei docenti di sostegno: eliminare il TFA sostegno e integrare la formazione specifica direttamente nei percorsi universitari coerenti con il ruolo, quali Scienze dell'educazione, Scienze della formazione primaria, Servizio sociale, Psicologia, Pedagogia e altri corsi affini, attraverso l'inserimento delle discipline necessarie all'insegnamento e all'inclusione.
L'attuale TFA sostegno, così come è strutturato, non garantisce una preparazione realmente adeguata e finisce per penalizzare i laureati in Scienze dell'educazione, Servizio sociale, Pedagogia, Psicologia e discipline affini, che dovrebbero invece essere valorizzati e favoriti nell'accesso al ruolo di docente di sostegno.
3) Eliminare la possibilità per le famiglie di scegliere la continuità del docente di sostegno: tale meccanismo limita l'autonomia professionale del docente, subordinandone la permanenza alla volontà dei genitori, che non dispongono necessariamente delle competenze professionali per effettuare questa valutazione. La proposta mira a garantire una maggiore autonomia professionale al docente e una gestione più imparziale dell’assegnazione.
4) Riformare il sistema di reclutamento dei docenti.
A seguito dell'approvazione delle precedenti proposte e di un periodo di transizione tra il sistema attuale e quello riformato, bandire concorsi per l'accesso all'insegnamento che richiedano esclusivamente il titolo universitario comprensivo della formazione abilitante, senza ulteriori titoli o percorsi a pagamento.
Inoltre, valutare l'immissione in ruolo del personale con almeno otto anni di servizio svolto tramite GPS e altre graduatorie, anche in assenza della vincita di un concorso, riconoscendo l'esperienza maturata sul campo. Resta fondamentale il superamento dell'anno di prova, con un potenziamento del tirocinio in compresenza con docenti tutor, e l'introduzione di un colloquio psicologico finalizzato a verificare l'idoneità all'esercizio della professione docente (requisito oggi assente ma molto problematico nel mondo scolastico).
5) Eliminare MAD, chiamata diretta e interpelli.
Eliminare il ricorso alle MAD, alla chiamata diretta e agli interpelli per il reclutamento del personale docente, adottando un sistema di convocazione unico, trasparente e basato esclusivamente sulle graduatorie, al fine di garantire imparzialità, pari opportunità e prevenire possibili favoritismi.
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