Basta mercato delle lauree: per un'università del merito e non dei privilegiati

Si prega di leggere attentamente le regole elettorali per capire come il tuo voto sarà utilizzato da Decidiamo - Vivaio delle idee

L'università italiana deve tornare a essere il luogo dell'eccellenza, della selezione basata sul merito e della formazione di qualità. Negli ultimi anni si è invece diffusa una logica pericolosa: l'idea che ogni ostacolo debba essere eliminato e che il valore di una laurea possa essere ridotto a un semplice titolo da ottenere nel modo più facile possibile. Questa impostazione danneggia gli studenti, le professioni e l'interesse nazionale.

Il caso più evidente riguarda l'accesso alla facoltà di Medicina. La soluzione non è abolire la selezione, ma renderla più giusta ed efficace. Una professione che ha la responsabilità della salute dei cittadini richiede preparazione, motivazione e capacità. Per questo motivo il test di accesso rappresenta uno strumento necessario.

Il cosiddetto "semestre filtro" non risolve il problema. Al contrario, rischia di peggiorarlo. Spostare la selezione dopo mesi di frequenza universitaria genera incertezza, spreco di risorse e una pressione ancora maggiore sugli studenti. Inoltre, un sistema fondato su valutazioni interne e graduatorie successive può favorire fenomeni di potere accademico e discrezionalità che devono essere evitati. La selezione deve essere chiara, trasparente e uguale per tutti fin dall'inizio.

Ai giovani bisogna dire la verità: sostenere una prova di accesso non è una discriminazione, ma un passaggio normale in tutti gli ambiti ad alta qualificazione. Anzi, il principio della selezione meritocratica dovrebbe essere esteso progressivamente a tutte le facoltà e a tutti gli atenei, attraverso criteri nazionali trasparenti che valorizzino preparazione e impegno.

Parallelamente è indispensabile intervenire sul vero collo di bottiglia della sanità italiana: la carenza di specialisti. Ogni anno migliaia di laureati in Medicina incontrano difficoltà nell'accesso alle scuole di specializzazione, mentre ospedali e servizi territoriali soffrono una cronica mancanza di personale. Occorre aumentare significativamente le borse di specializzazione nelle discipline maggiormente richieste dal Servizio Sanitario Nazionale, programmando il fabbisogno sulla base delle reali esigenze del Paese.

Un altro fenomeno da contrastare è il turismo universitario. Sempre più spesso chi dispone di maggiori risorse economiche aggira la selezione nazionale iscrivendosi a corsi di laurea all'estero per poi tentare il rientro in Italia. Questo meccanismo crea una disparità evidente tra chi può permettersi costosi percorsi internazionali e chi invece deve competere esclusivamente attraverso il sistema nazionale.

Per questo motivo l'accesso ai percorsi di specializzazione finanziati dallo Stato italiano dovrebbe essere riservato prioritariamente a chi ha conseguito il titolo in Italia o, in alternativa, subordinato a rigorose procedure di equipollenza e verifica delle competenze. Inoltre, chi intende trasferirsi da un corso di Medicina estero a un'università italiana dovrebbe comunque superare le prove di accesso previste per gli studenti italiani. Il riconoscimento degli esami sostenuti all'estero deve avvenire attraverso criteri nazionali rigidi, trasparenti e uniformi.

È necessario anche affrontare il tema delle università telematiche. La tecnologia è uno strumento utile e deve essere valorizzata per integrare la didattica, facilitare l'accesso ai materiali e migliorare l'organizzazione dei corsi. Tuttavia, una laurea non può ridursi a un percorso interamente virtuale. L'università è confronto diretto con docenti e colleghi, attività laboratoriali, verifica costante delle competenze e vita accademica. Per questo motivo il rilascio dei titoli universitari deve restare legato a percorsi prevalentemente svolti in presenza presso sedi fisiche accreditate. La formazione online può essere un supporto, ma non deve sostituire l'università reale.

L'Italia ha bisogno di un sistema universitario che premi il merito, garantisca pari opportunità e difenda il valore dei propri titoli di studio. Meno scorciatoie, meno privilegi per chi può permetterseli, più qualità e più responsabilità. Solo così l'università tornerà a essere uno strumento di mobilità sociale e di crescita nazionale, e non un semplice mercato delle lauree.

Comment

QR Code

Logo ufficiale di Decidiamo - Vivaio delle idee

Basta mercato delle lauree: per un'università del merito e non dei privilegiati

QR Code