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Modifiche a "4+2 = Capitale Umano. La formula matematica per smantellare la Scuola Pubblica"

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    IL RITORNO DEL MODELLO GENTILE: 4 anni per servire, 2 per obbedire.

    I percorsi scolastici quadriennali NON sono un’innovazione pedagogica ma un arretramento ideologico. L’affare pubblico viene influenzato totalmente da logiche capitalistiche con piena libertà di modellazione dei curricoli scolastici e dei nostri studenti e delle nostre studentesse. Sotto il velo della “modernizzazione”, si cerca il ripristino di una scuola a doppio binario: Licei per la classe dirigente (con percorsi lunghi, teorici e umanistici) e Tecnici e Professionali per la manovalanza (percorsi abbreviati e iper-specializzati, per studenti-lavoratori “pronti all’uso”, privandoli di una consapevolezza critica e culturale per essere cittadini consapevoli).

    SCUOLA S.p.A: Il sistema educativo piegato al profitto.

    La scuola diventa una micro-azienda, completamente attaccata al territorio, che non prepara gli studenti e le studentesse alle sfide regionali, nazionali, europee e internazionali. La scuola diventa gemella delle aziende e incapace di gestire le nuove sfide del futuro. I curricoli NON devono essere dettati dalle esigenze produttive momentanee locali ma dal diritto universale di conoscenza. Per questo bisogna anche riformare tutto il sistema della FSL.

    AL MIGLIOR PREZZO: Il mercato dei Titoli e delle Abilitazioni.

    La formazione dei docenti è diventata un mercato indecoroso, e un ottimo profitto per le università telematiche. Bisogna un’indagine formale sulla gestione di queste abilitazioni, diventate una “tassa sull’accesso” delle professione dei docenti, costretti a lavorare anche più di 60 ore settimanali. Discorso analogo per i vari corsi che danno punteggio per le GPS: solo chi ha soldi sale in cattedra. I concorsi devono essere tutti abilitanti, la formazione deve essere PUBBLICA E GRATUITA.

    COMUNITA’ SCUOLA: Aperta, Viva, Di tutti e di tutte

    La scuola deve tornare a essere l’istituzione centrale del territorio. La scuola si deve tramutare in poli civici aperti tutto il giorno, centri di aggregazione sociale, culturale e sportiva: è così che si combatte la dispersione scolastica. Investire sulla scuola significa investire sul futuro, anche in vista del calo demografico e dell’invecchiamento della popolazione.

    CONTRO IL CALO DEMOGRAFICO: Più qualità in classe, meno stress.

    Bisogna superare il sistema delle Graduatorie interne. Basta con l’incubo della soprannumerarietà e i “tagli di teste”. Il calo demografico deve essere occasione per riduzione del numero di studenti e studentesse nelle classi, andando ad aumentare drasticamente la qualità dell’insegnamento, favorendo un vero piano per l’inclusione e un ambiente d’apprendimento sano.

    La cultura è l'organizzazione, la disciplina del proprio io interiore; è la presa di possesso della propria personalità, è la conquista di coscienza superiore, per la quale si riesce a comprendere il proprio valore storico, la propria funzione nella vita, i propri diritti e i propri doveri.
    Di Antonio Gramsci (tratta da “Socialismo e Cultura”, 1916)

    Le opinioni espresse hanno carattere esclusivamente politico-programmatico e non si riferiscono all'amministrazione di appartenenza né all'istituto di servizio.

Titolo (Italiano)

  • +4+2 = Capitale Umano. La formula matematica per smantellare la Scuola Pubblica

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