Modifiche a "Torniamo a difendere la Scuola e l’istruzione. Il sistema educativo e formativo sotto attacco."
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Il governo Meloni ha raggiunto i massimi livelli di spesa militare nella storia repubblicana, superando secondo le stime della Nato circa 42-45 miliardi di euro annui. Il bilancio diretto della Difesa è il 5% del PIL.
La cifra comprende anche i costi per le Missioni Internazionali, Acquisizione armi, Agenzie di Sicurezza e Difesa Cibernetica, rifacimento dei porti militari, adeguamento delle piste aeree e compensazioni finanziarie erogate alle regioni che ospitano poligoni di tiro e basi militari…
A farne le spese la Scuola e la Sanità.
Dividi et Impera
In Italia la spesa per l’istruzione è storicamente tra le più basse d'Europa, attorno al 3,9% del PIL, contro una media Europea del 4,7%.
La minaccia all’autonomia
Oltre alla contrazione delle risorse a favore della scuola e dell’istruzione che hanno indebolito l’intera struttura, si è assistito contemporaneamente ad un attacco all’autonomia delle istituzioni scolastiche e formative.
Le Università italiane sono state oggetto di decisioni che rischiano di vedere minacciata la propria autonomia per permettere ingerenze e controlli da parte del governo. Il DDL Sicurezza, la Riforma del reclutamento, il problema dei Bandi Universitari, sono tutti provvedimenti che dovrebbero far alzare scudi a difesa dell’istruzione!
I contenuti condizionati dell’educazione. La tattica dell’indebolimento delle istituzioni
L'accorpamento di centinaia di presidenze e segreterie con l’aumento del numero di alunni per istituto (di conseguenza il numero degli alunni per classe, non prevedendo investimenti sulle strutture). Si torna al sovraffollamento per una didattica ad ostacoli, tra diagnosi dell’apprendimento sempre più numerose e l’impossibilità di attivare un Piano Didattico Personalizzato per carenza di personale.
Si offrirà un qualità dell’insegnamento scadente per mancanza di mezzi e personale.
Anche i contenuti dell’educazione sono pesantemente condizionati: si mette al bando l’educazione sessuoaffettiva nelle scuole dell’infanzia e del il primo ciclo di istruzione, per introdurre l'Intelligenza Artificiale come supporto alla didattica. Ad esempio…
Divide et Impera. Il Sud torna ad essere il fanalino di coda.
La contrazione delle risorse, con il Taglio al Fondo Università (FFO) Il Ministero dell'Università e della Ricerca decreta una riduzione netta del Fondo di Finanziamento Ordinario pari a circa 178 milioni di euro. A pagarne le conseguenze sono soprattutto gli atenei del Sud Italia, ponendo le premesse per un’istruzione differenziata e divisiva e le basi per una maggiore disparità tra nord e sud.
Con la frammentazione del Sistema Nazionale (Regionalizzazione) la scuola rischierebbe di non basarsi più su programmi nazionali uniformi. I divari regionali tra Nord e Sud Italia si acuirebbero, penalizzando i territori con minor capacità fiscale e meno risorse da investire nel diritto allo studi.
Questa prospettiva portebbe al superamento del contratto nazionale a favore di contratti integrativi regionali.
Regioni più ricche potrebbero integrare gli stipendi dei docenti, creando diseguaglianze retributive a parità di mansione e incentivando una "migrazione" del personale qualificato verso le aree a più alta remunerazione (Gabbie Salariali).
Il reclutamento e la mobilità dei docenti e del personale ATA verrebbero gestiti su base strettamente regionale, limitando i trasferimenti interregionali.
Smantellamento della struttura pubblica statale e intervento sempre maggiore di finanziamenti e gestione di privati. Cittadini meno istruiti e più manipolabili.
L'aumento della precarizzazione e il progressivo disimpegno dello Stato centrale a favore di un sistema decentrato porterà alla presenza sempre più invasiva di finanziamenti privati lasciando margini di manovra poco controllabili e gestibili.
Gli studenti universitari hanno dimostrato consapevolezza civile e politica. Dimostrare loro un appoggio politico è indifferibile.
Fare della difesa dell’istruzione e dell’educazione uno degli obiettivi principali per assicurarne qualità, equità ed inclusività non è più un argomento derogabile.
Dovrebbe essere una battaglia strategica per difendere il futuro democratico della società.
Altrimenti, lo definirei un suicidio e una disfatta politiche.
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- +Torniamo a difendere la Scuola e l’istruzione. Il sistema educativo e formativo sotto attacco.