Modifiche a "Combattere la radicalizzazione online"
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Da un po' di anni ormai si sta assistendo a un serio problema in ambito digitale che il dibattito politico italiano sta ignorando. Migliaia di ragazzi in Italia e a livello internazionale si stanno progressivamente radicalizzando online, aderendo ad ideologie estremiste, in particolar modo di estrema destra. Alcuni forum anonimi come 4chan (che, nel bene e nel male, ha plasmato la "cultura di internet" nella sua forma attuale), alcune comunità di Reddit e numerosi canali Telegram sono diventati veri e propri incubatori di ideologie estremiste:
-neonaziste (che vengono molto spesso raggruppate nell'alt-right, la "destra alternativa", che fa propaganda prevalentemente tramite meme);
-misogine (sempre più giovani, in particolar modo ragazzini dai 12 ai 14 anni, entrano in stretto contatto online con il fenomeno della manosfera, ovvero l'ecosistema di comunità online che promuove ideologie misogine. Tra i principali responsabili della sua diffusione tra i giovanissimi c'è Andrew Tate, imprenditore e influencer e massimo divulgatore della manosfera. All'interno della manosfera si continuano a diffondere fenomeni come quello degli incel che trovano risposta alla propria insicurezza nell'odio verso le donne);
-complottiste (in particolar modo antisemite: l'odio verso gli ebrei sul web riprende le teorie del complotto naziste degli anni '30 tramite negazionismo della Shoah e riferimenti vaghi e spesso inconsapevoli ai Protocolli dei Savi di Sion e in questo modo la legittima critica verso Israele viene, con crescente facilità, confusa con l'odio antisemita, specialmente negli spazi virtuali. Il caso più pericoloso e documentato è QAnon, una teoria del complotto nata proprio su 4chan nel 2017 che ipotizza l'esistenza di un deep state che controlla i governi occidentali e, stando a questa teoria, l'unico salvatore possibile sarebbe dovuto essere Donald Trump. Ha raggiunto milioni di seguaci in tutto il mondo ed ha portato all'assalto al Campidoglio del 2021 durante il quale sono stati esibiti simboli connessi a 4chan e meme come Pepe the Frog, oggi connesso ad ambienti di estrema destra online).
Sebbene oggi le principali dinamiche di radicalizzazione giovanile online appaiano specialmente connesse all’estrema destra digitale e alla manosfera, fenomeni analoghi possono ovviamente svilupparsi anche in altri contesti ideologici estremisti, inclusi ambiti religiosi oltre che politici.
I meme sono a tutti gli effetti l'identità culturale delle nuove generazioni. Io stesso, diciottenne, sono a stretto contatto con questo mondo essendoci fondamentalmente cresciuto e mi preoccupa particolarmente la propaganda che se ne sta facendo online. Spesso si cita come i fascismi storicamente si siano diffusi facendo leva sullo scontento popolare e generando nel popolo un senso di appartenenza quasi ossessivo a quell'ideologia. E qui entra in gioco la propaganda, effettuata tramite la cultura, sia che si tratti dell'ambiente scolastico sia che si tratti di fenomeni culturali come la musica, il cinema o la radio.
Molto spesso, però, non si considera che la propaganda fascista possa facilmente uscire dai canoni tradizionali rappresentati dalla musica solenne e apparentemente patriottica o dall'uomo forte e mascolino. Può anche essere rappresentato da musica vivace, synthwave o vaporwave (su internet infatti si parla di fashwave), colori accesi, estetica anime (molto diffusa su 4chan, essendo un forum nato originariamente per discutere di anime, i cartoni animati giapponesi) e meme divertenti così da sminuire la gravità dell'opinione espressa. I meme e l’estetica ironica funzionano spesso come strumenti di normalizzazione e diffusione di contenuti estremisti, soprattutto tra adolescenti già vulnerabili o socialmente isolati.
Gli estremismi, come già detto, proliferano soprattutto con la creazione di un senso di appartenenza illusorio nei confronti dell'ideologia che viene propagandato tramite i media.
Ciò che ho appena descritto rappresenta le dinamiche che si osservano negli ambienti digitali contemporanei e un numero crescente di ragazzi sta aderendo a questo tipo di ideologie che non sempre restano confinate nello schermo. Ad esempio, nel caso del tredicenne di Bergamo che ha accoltellato la sua professoressa di francese, quest'ultimo era evidentemente mosso da solitudine e insicurezza, come emerge dalla sua chat su telegram con la sua "fidanzata" AI. Quel ragazzo si era radicalizzato all'interno di comunità neonaziste su Telegram e le conseguenze sono state più che concrete.
Un caso analogo lo si è notato a Perugia nel 2024 quando un ragazzo, radicalizzato anch'egli su gruppi neonazisti sullo stesso social, stava pianificando una strage scolastica.
O anche a Bolzano nel 2025, quando un quindicenne è stato fermato prima di compiere un attentato organizzato su Discord.
Per non citare i numerosi casi internazionali connessi alla radicalizzazione online (secondo il Global Terrorism Index 2026, giovani e minorenni rappresentano oggi il 42% di tutte le indagini per terrorismo in Europa e Nord America, di qualsiasi matrice), come il già citato caso di Qanon o l'enorme influenza che hanno avuto forum come 4chan e Reddit nelle elezioni americane del 2016 a favore di Donald Trump. Negli ultimi anni, questi meme sono usciti da siti di nicchia come 4chan per arrivare su piattaforme mainstream come TikTok e Instagram e si sta osservando una progressiva normalizzazione dell'odio razziale e dell'elogio della violenza nei confronti di certe categorie di persone.
Sulla base di questa analisi, avanzo le seguenti proposte:1. Introduzione obbligatoria dell'educazione digitale critica nelle scuole medie e superiori
Propongo l'introduzione di un programma strutturato che insegni ai ragazzi a riconoscere le tecniche di manipolazione online, le bolle algoritmiche, i meccanismi della disinformazione e le pipeline di radicalizzazione. Il modello finlandese di media literacy può essere un valido riferimento. Occorre agire preventivamente soprattutto sulla fascia di età più vulnerabile, ed è una responsabilità che ricade direttamente sul Ministero dell'Istruzione.2. Coinvolgimento delle piattaforme nella moderazione dei contenuti estremisti
Non è accettabile che le piattaforme digitali possano continuare a operare come soggetti neutri mentre i loro algoritmi amplificano sistematicamente contenuti radicali. È necessario introdurre obblighi di trasparenza algoritmica per le piattaforme con più di un milione di utenti italiani attraverso l'AGCOM e in coordinamento con il Digital Services Act europeo, oltre che esigere l'adeguamento normativo e la cooperazione giudiziaria da parte di piattaforme che scelgono l'opacità come modello di business (es. Telegram), dove i controlli sono minimi.3. Formazione degli insegnanti e delle famiglie
I genitori e i docenti sono spesso i meno attrezzati a riconoscere i segnali di una progressiva radicalizzazione online. Per citare un caso personale, io stesso ho sentito dire da una mia professoressa di un suo studente che le ha portato "prove" per smentire l'olocausto utilizzando teorie del complotto molto diffuse online. Propongo programmi di formazione specifici rivolti agli adulti che hanno contatto quotidiano con gli adolescenti, in collaborazione con esperti di sicurezza digitale e psicologi dell'età evolutiva, misura finanziabile con i fondi PNRR già destinati alla transizione digitale. In questo quadro la prevenzione della radicalizzazione online non può limitarsi alla moderazione dei contenuti, ma deve includere anche il contrasto all’isolamento sociale e il rafforzamento degli strumenti di supporto psicologico e relazionale per gli adolescenti.
Titolo (Italiano)
- +Combattere la radicalizzazione online