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Tecnologia digitale pubblica e sovranità digitale

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La dipendenza degli enti pubblici italiani ed europei da software proprietario straniero, principalmente di origine statunitense, non è una questione tecnica, ma politica. Ogni licenza pagata a Microsoft, Google o Oracle è un trasferimento di sovranità: sui dati, sulle infrastrutture, sulle scelte architetturali dello Stato stesso. Il codice che fa girare la Pubblica Amministrazione è infrastruttura pubblica, esattamente come una rete idrica o una ferrovia. E come tale deve essere patrimonio collettivo, trasparente, auditabile, modificabile.

Il software libero e open-source (FOSS) non è una scelta ideologica marginale: è la condizione tecnica minima per una sovranità digitale reale.

Proposte operative

1. Obbligo di adozione del software libero e open-source nella Pubblica Amministrazione: Ogni ufficio pubblico dovrebbe adottare esclusivamente software libero e open-source per le funzioni amministrative ordinarie. Le deroghe sarebbero ammesse solo in caso di documentata assenza di alternative funzionali e con revisione annuale obbligatoria. Il software proprietario esistente dovrebbe essere mantenuto solo in regime transitorio, con obbligo di migrazione pianificata.

2. Fondo nazionale per lo sviluppo e la manutenzione del software pubblico: Lo Stato dovrebbe istituire un fondo dedicato al co-finanziamento di progetti FOSS di interesse pubblico: suite per l'ufficio, sistemi di gestione documentale, piattaforme di identità digitale, strumenti di videoconferenza, sistemi operativi per uso istituzionale. I progetti finanziati dovrebbero essere rilasciati sotto licenze libere (GPL, EUPL o equivalenti), con codice depositato su infrastruttura pubblica europea.

3. Programma nazionale di alfabetizzazione al software libero: Lo Stato dovrebbe promuovere, attraverso scuole, biblioteche, centri per l'impiego e sportelli digitali, una campagna strutturata di sensibilizzazione e formazione all'uso di software libero. Non si tratta di imporre scelte ai cittadini, ma di renderle possibili e comprensibili. La libertà digitale presuppone consapevolezza digitale.

4. Infrastruttura di collaborazione pubblica europea: In coordinamento con le istituzioni UE e con gli altri Stati membri, l'Italia dovrebbe sostenere la creazione di un'iniziativa pubblica europea per il codice della PA: un'alternativa sovrana basata su software libero, ospitata su datacenter europei alimentati da rinnovabili, governata con criteri di trasparenza e accesso democratico.

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