Disciplina Data Center e tutela delle risorse idriche.

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PROPOSTA DI DECRETO:

"Misure urgenti per la Sovranità Digitale e dei Data Center, la tutela delle risorse idriche e la messa in sicurezza del nostro territorio nazionale"

Art. 1 Finalità e Ambito di Applicazione

1 - In ragione dell'eccezionale necessità di garantire la continuità dei servizi pubblici essenziali e la salvaguardia del patrimonio idrico e territoriale nazionale, il presente decreto stabilisce disposizioni stringenti per l'esercizio di ogni Data Center situato sul territorio nazionale, indipendentemente dalla natura pubblica o privata del suolo occupato.

Art. 2 Obbligo di Residenza Fiscale e Canone Digitale

1 - Residenza Fiscale: Ogni Data Center operante sul territorio nazionale ha l'obbligo di stabilire la propria sede legale e fiscale in Italia. È fatto divieto di operare attraverso stabili organizzazioni che trasferiscano gli utili generati dal Data Center verso giurisdizioni estere a fini di elusione fiscale.

2 - Canone di Compartecipazione Digitale (CCD): Ogni Data Center è soggetto a un prelievo automatico e mensile:

a) Canone di Concessione Ambientale: pari al 30% del fatturato lordo generato dal Data Center.

b) Royalty sulla Potenza di Calcolo: pari al 22% sulla capacità computazionale erogata, parametrata all'aliquota IVA ordinaria.

3 - Il gettito è versato al Fondo Sovrano Nazionale per la messa in sicurezza idrogeologica e il ripristino ambientale.

Art. 3 Divieto Assoluto di Utilizzo Idrico

1 - È fatto divieto assoluto a ogni Data Center di attingere da reti idriche pubbliche o private, falde acquifere o bacini naturali.

2 - Ogni Data Center deve operare esclusivamente tramite sistemi a ciclo chiuso (dry cooling o immersione). La violazione del divieto comporta la revoca immediata della licenza d'esercizio del Data Center.

Art. 4 Priorità Energetica e Manutenzione

1 - Ogni Data Center deve garantire la copertura dei costi energetici o la fornitura diretta di energia a favore di ospedali, scuole ed edifici statali tramite: a) compensazione diretta in bolletta, b) installazione di impianti rinnovabili per uso pubblico, o c) infrastrutture di accumulo.

2 - Ogni Data Center ha l'onere integrale della manutenzione e bonifica delle aree circostanti la struttura.

Art. 5 Riscatto Statale e Acquisizione del Terreno

1 - In caso di violazione dell'obbligo di residenza fiscale, mancato versamento dei contributi, violazione del divieto idrico, negligenza nella manutenzione o inadempienza energetica, il gestore del Data Center riceve notifica di messa in mora.

2 - Decorso il termine perentorio di 30 giorni senza che il Data Center abbia sanato l'inadempienza, la concessione decade.

3 - Acquisizione Coattiva: Lo Stato acquisisce a titolo di bene pubblico strategico l'intera infrastruttura del Data Center (hardware, software, licenze e impianti). Contestualmente, il terreno su cui sorge il Data Center — sia esso pubblico o privato — viene acquisito al patrimonio indisponibile dello Stato, quale indennizzo a copertura dei danni ambientali e sociali arrecati dalla gestione inadempiente.

Art. 6 Diritto di Prelazione Statale

1 - Lo Stato esercita il diritto di prelazione sull'utilizzo della potenza di calcolo di ogni Data Center per finalità di sanità pubblica, sicurezza nazionale e monitoraggio meteo-climatico.

Art. 7 Disposizioni Transitorie e Adeguamento

1 - A far data dalla pubblicazione del presente decreto sulla Gazzetta Ufficiale, ogni Data Center già operante sul territorio nazionale ha l'obbligo di adeguarsi integralmente alle disposizioni del presente testo entro e non oltre il termine perentorio di 120 giorni. Trascorso tale periodo senza che il Data Center abbia completato l'adeguamento, si applicano le procedure di decadenza e riscatto statale previste all'Art. 5.

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