Modifiche a "Convivenza selvaggia: lupi, orsi, cinghiali e alieni nell'Italia della biodiversità"
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La convivenza con la fauna selvatica e aliena, oggi rappresenta una delle sfide ambientali, economiche e sociali più complesse in italia; l'uomo e la fauna richiedono una gestione basata sul rispetto delle normative di tutela e sul coinvolgimento delle comunità locali.
La presenza di orsi e lupi sulle montagne italiane genera spesso timori e conflitti con le attività di allevamento. Ma è possibile agire per mitigare e gestire questa convivenza ed è infatti fondamentale per noi il mantenimento dello status di specie protetta per il lupo.
L'uso di recinti elettrificati e sistemi di dissuasione adeguati come anche cani di grossa taglia, sono utili per proteggere bestiame e apiari e così le iniziative come laboratori di coesistenza promossi da programmi europei che mirano a formare gli operatori locali e monitorare i flussi faunistici.
La popolazione dei cinghiali, molto più numerosi di un tempo a causa dell’introduzione da parte dei cacciatori di specie non autoctone e più prolifiche, sta creando in Italia danni all'agricoltura. Inoltre sempre più spesso i cinghiali si spingono ai margini delle città in cerca di cibo. Le soluzioni incruente ci sono: mettere in sicurezza i rifiuti urbani e installare delle barriere fisiche mirate a difesa delle coltivazioni. Ma soprattutto passare dalla sperimentazione all’uso diffuso del GonaCon un vaccino immuno-contraccettivo sviluppato negli Stati Uniti per il controllo non cruento della fertilità nella fauna selvatica, la cui sperimentazione è iniziata anche in Italia.
Altro tema è evitare che gli animali selvatici non siano costretti ad avvicinarsi alle città o nelle vicinanze dei luoghi abitati e frequentati dall'uomo. E’ necessario fare pressione sulle istituzioni locali perché mettano in campo azioni assolutamente non violente per mantenere gli animali selvatici a una giusta distanza. E’ fondamentale sensibilizzare i cittadini con campagne informative mirate a favorire la convivenza con altre specie.
A differenza dei mammiferi selvatici, per cui la convivenza è possibile e doverosa vista anche la loro funzione di regolatori dell'equilibrio degli ecosistemi forestali, il granchio blu, è invece una specie aliena invasiva, la cui presenza minaccia concretamente la biodiversità e altera gli equilibri ecologici degli ecosistemi costieri. La sua diffusione è altissima, grazie anche purtroppo al surriscaldamento delle acque del Mediterraneo, una delle cause del cambiamento climatico. La sua presenza è alta lungo tutte le coste italiane e altissima nel Nord Adriatico (come nella Sacca di Goro in Emilia-Romagna, nelle lagune del Veneto e del Friuli-Venezia Giulia), dove sta danneggiando duramente gli allevamenti di vongole e cozze.
Come difendersi? Realizzare recinzioni anti-granchio attingendo anche a fondi speciali, attivare sistemi di allerta precoce con boe sensorizzate e tutelare i predatori naturali autoctoni dei granchi blu, ovvero polpi e spigole.
Totalmente vietato introdurre altre specie aliene come predatori, così come usare veleni in laguna. L'eradicazione totale è impossibile, l’obiettivo è il contenimento sotto la soglia del danno.
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