Realizzare e sviluppare le competenze avanzate delle professioni sanitarie tecniche, infermieristiche, della riabilitazione e prevenzione
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Sono passati già circa 12 anni dalla pubblicazione della legge di Stabilità 2015 comma 566, che ha demandato al Governo e alle Regioni, previa concertazione con le rappresentanze Scientifiche e rappresentanze sociali, l'assegnazione di competenze avanzate per le professioni di cui all'oggetto. L'applicazione di questa norma, e il percorso formativo conseguente, consentirebbe di ridurre sensibilmente le liste di attesa: penso per esempio alle ecografie (argomento che conosco bene) e ad altri settori professionali; il costo sarebbe inferiore alle solo assunzioni di personale sanitario (che comunque sono necessarie). Una evoluzione formativa universitaria sul modello di quella infermieristica è ormai indispensabile anche nelle altre aree professionali sanitarie, che ci farebbe uscire dal medioevo tipicamente italiano che vede una sanità ancora oggi "medicocentrica": le tecnologie e le metodologie per realizzare la salute dei cittadini si sono talmente sviluppate che sono necessarie attività specialistiche da doverle assegnare alle Professioni in oggetto sul modello formativo e organizzativo già sperimentato da decenni nei Paesi anglosassoni che, mi pare, non sono ultimi qualitativamente in ambito sanitario. Chiaramente è necessario superare una forma mentale conservatrice (medioevo italiano) e l'ostracismo di gran parte dei medici che impediscono lo sviluppo del nostro Paese nell'interesse della salute dei cittadini. Mi permetto di concludere suggerendo, per maggiore comprensione della mia breve proposta, la lattura del seguente articolo che ho pubblicato nel 2024: https://ojs.unito.it/index.php/jbp/article/view/10280/8590
Cordiali saluti
Francesco P. Sellitti
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