Accreditamento sanitario vincolato allo status "senza scopo di lucro"
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Il Servizio Sanitario Nazionale deve tornare a fondarsi sul principio della centralità del pubblico e sulla programmazione dei bisogni di salute, riducendo progressivamente la dipendenza strutturale dal privato convenzionato.
Negli ultimi decenni il crescente ricorso all’accreditamento dei soggetti privati ha prodotto, in molte realtà territoriali, uno sbilanciamento del sistema sanitario verso logiche di mercato, con il rischio che l’erogazione delle prestazioni venga orientata più dalla redditività economica che dai bisogni effettivi di salute della popolazione.
L’obiettivo di lungo periodo deve essere il rafforzamento della capacità del sistema pubblico di garantire autonomamente i Livelli Essenziali di Assistenza. Tuttavia, nell’attuale fase di forte integrazione tra pubblico e privato accreditato, è necessario ridefinire le regole di accesso alle convenzioni con il Servizio Sanitario Nazionale.
Si propone che i soggetti privati che operano in convenzione con il SSN assumano forma giuridica non lucrativa, reinvestendo integralmente eventuali avanzi di gestione nel miglioramento dei servizi, del personale, delle tecnologie e dell’assistenza ai pazienti.
La tutela della salute costituisce un diritto fondamentale e non può essere subordinata alla distribuzione di profitti. Le risorse pubbliche destinate alla sanità devono essere finalizzate esclusivamente all’interesse collettivo e alla qualità delle cure.
Modelli sanitari europei dimostrano che è possibile, seppur non auspicabile, integrare soggetti privati all’interno del sistema pubblico, mantenendo però una chiara prevalenza dell’interesse sociale e non della remunerazione del capitale. In questa prospettiva, il rapporto con il privato accreditato deve essere orientato alla funzione pubblica svolta e non alla logica del profitto.
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