Parliamo di attraversamento dello Stretto di Messina, e non solo di Ponte
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Ogni anno circa 11 milioni di passeggeri, 2 milioni di veicoli leggeri, 800mila veicoli pesanti, 5000 treni passeggeri e praticamente 0 treni merci (perché economicamente e logisticamente illogico) attraversano lo Stretto di Messina. Tutto questo traffico è quasi del tutto incanalato dentro i centri abitati di Messina sul lato siciliano e Villa San Giovanni sul lato calabrese, con comprensibili enormi disagi per le circa 400.000 persone che abitano nei comuni affacciati sullo Stretto.
Il tema del Ponte è diventato ormai una barzelletta, e si fa fatica a parlarne seriamente, anche quando ciò riguarda in modo molto diretto centinaia di migliaia di residenti dell'area, ma in generale tutti gli italiani (direttamente o indirettamente).
Quando si parla di Ponte, chi cerca di farlo in modo corretto e senza secondi fini, tratta di temi molto rilevanti che riguardano la caratteristiche ingegneristiche dell'opera, i rischi sismici, l'impatto ambientale, i costi e il rapporto costi/benefici, i potenziali benefici all'economia dell'area e in generale del Mezzogiorno e dell'Italia. Chi si dichiara contrario, spesso per motivi validissimi legati ai giganteschi dubbi legati a quest'opera, quasi sempre però si ferma lì, non proponendo però valide alternative a un problema reale.
Propongo di approcciare il tema distaccandoci dalla dicotomia "Ponte sì/Ponte no", ma di discutere di come dovrebbe essere attraversato lo Stretto di Messina nel 2026 e almeno per i prossimi 100-200 anni. Sarebbe indicato creare un'istituzione tecnica e non di parte (centro studi, commissario, altro) in cui discutere di tutti questi argomenti, divulgare questi temi e dialogare con le persone, e solo alla fine decidere tutti insieme (possibilmente tramite referendum, quantomeno per gli abitanti del luogo) cosa fare: il Ponte oppure degli interventi utili a rendere efficiente e meno impattante questo attraversamento, per persone, veicoli leggeri e pesanti, treni passeggeri e merci (quindi porti, strade, ecc.)
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