Riduzione dell'IVA per gli operatori e gli imprenditori che rimettono in circolazione beni di seconda mano
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I mercatini dell'usato in conto terzi sono una realtà parecchio diffusa in Italia e, nonostante questo settore sia nato quasi 35 anni fa, non esiste ancora una normativa che li regolamenti in modo specifico.
Ad oggi c'è una zona normativa "grigia", che per il settore evidenzia grandi criticità, tra le quali:
Interpretazioni dell'attività diverse da parte di Comuni diversi, con conseguente ambiguità di regole di tipo urbanistico.
Ta.Ri. non coerente per questo tipo di attività, che si colloca in ambito di prevenzione dei rifiuti e che viene spesso equiparata, dal punto di vista degli stessi, a un normale supermercato.
IVA al 22%, già pagata al primo acquisto.
Nel 2011 è nata Rete ONU, associazione nazionale che rappresenta migliaia di operatori dell'usato italiani e che ne sostiene il mercato. Grazie all'attività costante dell'associazione sono nate negli ultimi anni alcune proposte di legge:
1065 - Vignaroli
978 - Braga
1224 - Muroni
Tutte queste proposte di legge erano già state incardinate in discussione unificata alle Commissioni Attività Produttive e Ambiente della Camera ma, a causa della crisi di Governo della 19° legislatura, si sono arenate senza avere migliore sorte nelle legislature successive.
AVS potrebbe farsi carico di una nuovo porposta di legge avente come obiettivo la diminuzione di oneri fiscali e tariffe per gli operatori e gli imprenditori che rimettono in circolazione beni di seconda mano, sostenendo decine di migliaia di micro imprese (la maggior parte a carattere familiare), che contribuiscono all'economia locale con risorse e posti di lavoro; di conseguenza, la riduzione dell'informalità in cui opera gran parte di questo settore. Basti pensare che un qualsiasi cittadino che decide di vendere un proprio oggetto tramite una piattaforma online è, allo stato attuale, estraneo a qualsiasi tipo di tassa o imposta. Se invece lo stesso oggetto viene venduto attraverso la rete formale di operatori dell'usato, lo Stato incassa tasse, imposte e contributi.
Le disposizioni di questa proposta di legge dovrebbe finalmente recepire le priorità di intervento europeo e nazionale nel campo dei rifiuti, che considerano il riutilizzo come obiettivo principale.
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