L'importanza della presenza dello stato, delle professioni sociali di aiuto e dell'organizzazione degli organi che si occupano dei bisognosi

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Il reddito di base universale è molto bello, ma siamo davvero sicuri di riuscire a realizzarlo? Sicuramente è bene tenerlo a mente come obiettivo, ma se vogliamo parlare di inclusione e presenza sul territorio, bisogna farlo in modo tecnico e concreto.

Secondo me, è importante ricordare come, anche se magari non sembra, questo sia uno dei temi più importanti, se la nostra società è giusta, inclusiva e attenta alle necessità dei più bisognosi, non solo è una società meno ipocrita che adempie a pieno al senso della democrazia, non solo riducendo il disagio sociale aumenta la sua sicurezza, tema, per quanto strumentale, molto sentito, ma entra direttamente in modo professionale nella vita delle persone per aggiustare ciò che non va, per dare aiuto e accompagnare all'autonomia persone che se abbandonate potrebbero non farcela.

Appurata l'importanza di questo tema, venendo al pratico, quando parliamo di enti locali, welfare e terzo settore non possiamo limitarci a parlare di un maggior finanziamento, che certamente è necessario, ma non sufficente. È necessario avere le idee chiare su come agire per migliorare la presenza sul territorio e l'aiuto nel campo sociale. Io non sono un esperto, ma credo che molte persone lo siano e possano aiutare con le loro idee, io mi limito ad annotare qualche proposta vaga:

-Valorizzazione delle professioni sociali: esiste una vera e propria crisi del lavoro dell'educatore professionale, sempre più richiesto e sempre meno presente, esso è una figura chiave del lavoro sociale, su cui è presente poca attenzione, è poco conosciuto, e soprattutto è molto poco pagato per il lavoro che fa e i rischi che corre, sia nel campo socio-sanitario, che in quello socio-pedagogico.

-Assunzioni: Gli enti locali sono sempre sottonumero, costretti a lavorare in uffici vecchi e senza nè gli strumenti nè il personale sufficente per tutto il lavoro necessario.

-Legislazione semplice e orientata all'aiuto: Non è un mistero che in campo sociale la legislazione sia complessa, molto complessa, sono presenti molte figure professionali nella teoria e troppo poche nella pratica, è necessaria più chiarezza, e un'organizzazione più efficente per essere più vicini a chi ha bisogno.

-Servizi sociali specializzati e presenti: Ad oggi il livello mantenuto dagli enti e dalle coperative non è basso dal punto di vista della competenza, ma da quello della presenza, non c'è abbastanza presensa sul territorio. Diciamoci la verità, un intervento sociale preventivo è mille volte meglio che un intervento della polizia con annesso servizio discriminatorio su tutti i telegiornali. E allora miglioriamo la presenza sul territorio di enti e coperative, in tutti i campi del disagio sociale e del bisogno: marginalità, devianza, giovani, famiglie sole, poveri, senzatetto, disabilità, rifugiati e immigrati, carcerati e molte altre categorie.

-Attenzione e dedizione non solo in mano ai singoli: gli operatori sociali: psicologi, assistenti sociali, educatori, non possono sentirsi soli, svolgono un lavoro fondamentale, ne servono di più, e non possono avere l'impressione che il bene che fanno sia una goccia nel mare. È necessaria una vera rete sociale , che porti un onda positiva di aiuto riconoscibile da tutti.

Sostegno alle iniziative positive: dall'educativa di strada, alla costruzione di campetti per giocare, dalla coperativa che rende il carcere un minimo riabilitativo all'accoglienza organizzata, tutte le maglie della rete sociale vanno migliorate, sponsorizzate e rese grandi, lo stato deve far vedere la sua prezenza.

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