Legge "Salvasuicidi" alla reale giustizia sociale: una proposta per rendere accessibile la legge sul sovraindebitamento, legge 3/2016
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La Legge 3 del 2012, oggi confluita nel Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza, è nata con una nobile finalità: offrire una seconda opportunità a chi si trova schiacciato da un debito incolpevole, evitando drammi sociali ed esistenziali. Tuttavia, l'esperienza quotidiana di centinaia di famiglie dimostra che tra la teoria della norma e la realtà dei tribunali c'è un abisso profondo.
Oggi, chi si trova in una condizione di sovraindebitamento sperimenta una doppia pena. Da un lato, il peso insostenibile dei debiti; dall'altro, barriere economiche insormontabili per avviare le pratiche. I costi vivi dei professionisti, le tariffe degli Organismi di Composizione della Crisi (OCC) e le complessità burocratiche tagliano fuori proprio chi avrebbe più bisogno di aiuto: le famiglie meno abbienti. A questo si aggiunge la solitudine del debitore all'interno di procedure spesso percepite come fredde, distanti e prive di un reale supporto umano da parte degli enti preposti.
Per correggere questa distorsione e intervenire anche nel solco dei dibattiti parlamentari in corso – come quelli legati all'Atto Senato n. 1397 –, propongo un piano d'azione in quattro punti da portare nelle istituzioni e nel dibattito pubblico:
Un Fondo di Solidarietà Statale per i non abbienti: È indispensabile introdurre un sostegno economico statale o regionale destinato a coprire o agevolare i costi di assistenza legale e le tariffe degli OCC per i nuclei familiari con redditi al di sotto della soglia di povertà. Senza questa misura di equità economica, la legge resta inapplicabile per i più fragili.
Il protagonismo del Terzo Settore e delle associazioni: Dobbiamo formalizzare e valorizzare il ruolo delle associazioni di consumatori e degli enti del Terzo Settore all'interno delle procedure e dei tribunali. Sportelli di ascolto, orientamento gratuito e un accompagnamento umano e qualificato possono fare la differenza tra il fallimento sociale e la rinascita di una famiglia.
Trasparenza, controllo e umanizzazione degli OCC: Gli Organismi di Composizione della Crisi devono essere riformati affinché agiscano come veri facilitatori sociali e imparziali garanti della composizione della crisi, introducendo meccanismi di vigilanza più stringenti e tutele contro ritardi ingiustificati.
Campagne informative istituzionali di prossimità: La Legge sul sovraindebitamento è drammaticamente poco conosciuta. Serve una massiccia campagna di comunicazione pubblica, veicolata attraverso i Comuni, i patronati e gli enti previdenziali, per informare i cittadini prima che la crisi degeneri in pignoramenti irreversibili o drammi personali.
Rendere effettivo il diritto alla seconda opportunità significa rimettere la dignità della persona al centro dell'agenda politica.
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