Reddito Universale di Cura
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Il Reddito Universale di Cura (RUC) è un reddito incondizionato per tutte le persone adulte. L’idea è riconoscere e valorizzare il lavoro di cura che ognuno svolge nella vita quotidiana. Allo stesso tempo, vuole affrontare il “debito di cura” che la società ha nei confronti delle donne, che ancora oggi si fanno carico della maggior parte di questo lavoro. Per questo il RUCI dovrebbe essere differenziato per genere, con un importo più alto per le donne.
Sarebbe una misura redistributiva: mira a restituire alla collettività una parte della ricchezza prodotta da chi lavora, sia nel lavoro retribuito che in quello non pagato, che oggi finisce troppo spesso concentrata nelle mani di pochi. A differenza del reddito di base universale, il RUC riconosce esplicitamente il valore del lavoro di cura.
Come dovrebbe/potrebbe funzionare: Il RUC dovrebbe essere superiore alla soglia di povertà e adattato alle condizioni locali, attraverso un processo partecipato e democratico. Si può immaginare come un beneficio economico universale, ma modulato in base alle esigenze. Il finanziamento dovrebbe arrivare da una tassazione progressiva — su redditi, patrimoni, estrazione di risorse e transazioni finanziarie — così da evitare che i più ricchi ne traggano vantaggio e senza aumentare il debito pubblico.
Il RUC dovrebbe essere accompagnato da altre politiche che sostengono la cura non mercificata: servizi pubblici universali, una garanzia di lavoro e reti di cura comunitarie. L’obiettivo è ridurre le disuguaglianze di genere senza rafforzare stereotipi, sostenendo anche le minoranze di genere e promuovendo la diversità. L’importo del trasferimento può essere definito in base al costo della vita.
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