La mafia si colpisce nel patrimonio
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Le organizzazioni mafiose continuano a infiltrarsi nell’economia, nella politica e negli appalti pubblici, sfruttando illegalità, corruzione e disuguaglianze sociali.
Per combattere davvero le mafie non bastano le parole: bisogna colpirne il potere economico e rafforzare gli strumenti dello Stato.
1. Confisca immediata dei beni mafiosi
Rafforzamento delle norme per la confisca di patrimoni, immobili, aziende e capitali riconducibili alle organizzazioni criminali e ai loro prestanome.
2. Riutilizzo sociale dei beni confiscati
Destinare i beni confiscati a:
cooperative sociali, associazioni, progetti per giovani, case popolari, presidi culturali e territoriali.
La ricchezza sottratta alle mafie deve tornare ai cittadini.
3. Pene più severe per mafia e corruzione
Inasprimento delle pene per:
associazione mafiosa, voto di scambio, riciclaggio, corruzione negli appalti pubblici, infiltrazioni mafiose nelle imprese.
4. Più strumenti per magistratura e forze dell’ordine
Aumento delle risorse, delle assunzioni e delle tecnologie investigative contro criminalità organizzata e traffici illegali.
5. Trasparenza negli appalti pubblici
Controlli più rigorosi su subappalti, finanziamenti pubblici e grandi opere per impedire infiltrazioni mafiose.
6. Educazione alla legalità
Investimenti nelle scuole e nei territori più colpiti dalla criminalità per promuovere cultura civica, partecipazione e memoria delle vittime di mafia.
La mafia prospera dove ci sono paura, povertà e silenzio.
Uno Stato forte, giusto e presente deve difendere cittadini, lavoratori e territori dalla criminalità organizzata.
Colpire i patrimoni mafiosi significa restituire libertà e democrazia al Paese.
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