Revisione del funzionamento delle licenze taxi
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Sintesi del problema
In Italia le licenze taxi sono de facto titoli di proprietà negoziabili sul mercato secondario, con valori che raggiungono i 100–200.000 euro nelle grandi città. Questo sistema crea una rendita parassitaria che non ha alcuna giustificazione nel servizio al cittadino: il titolare vende un'autorizzazione pubblica come fosse un bene privato, spesso senza nemmeno guidare personalmente il veicolo. La lobby dei tassisti ha bloccato sistematicamente ogni tentativo di riforma, dall'era Bersani in poi.
Misure proposte
Abolire il valore commerciale delle licenze: le licenze esistenti rimangono valide per la vita lavorativa del titolare attuale, ma non sono trasferibili né vendibili. Nessun indennizzo pubblico per la perdita di valore speculativo.
Trasferire la gestione alle autorità metropolitane, che fissano tariffe massime per i taxi di piazza e monitorano la qualità del servizio.
Introdurre tariffe dinamiche regolamentate (con tetto) per i periodi di alta domanda, riducendo il fenomeno della scarsità artificiale.
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