Modifiche a "I pilastri di un Paese libero e di uno Stato solido. Parte III (da Sinistra Italiana - Vercelli e Valsesia)"

Corpo del testo (Italiano)

  • +

    3. LOTTA AL CRIMINE E ORDINE PUBBLICO.

    La politica di oggi si impegna più a criticare le soluzioni altrui che a risolvere i problemi. Questo atteggiamento produce i suoi effetti peggiori quando si tratta di contrastare il crimine e di mantenere l’ordine: cioè, quando più c’è bisogno di placare le tensioni e dialogare con la società.
    Il recente “caso Roggero” (come il precedente “caso Dal Pino”) ne è una dimostrazione: una parte della classe politica e della società non è più disposto a riconoscere l’esistenza di un ordine pubblico, basato su regole condivise. Il diritto romano (penale ma non solo penale), è stato istituito proprio ne cives ad arma ruant (cioè, affinché i cittadini non corrano alle armi). Questa deve essere la nostra risposta alle domande retoriche (“e se capitasse a te?”).
    Nel caso specifico, può essere opportuna una limitazione al rilascio del porto d’armi (vietandolo a chi non fa parte delle forze dell’ordine, e dunque non ha la formazione specifica per usare le armi correttamente). Ma in generale, l’alternativa alla propaganda, alla legge del più forte e allo Stato di polizia esiste e resta il corretto uso degli strumenti di cui dispone lo Stato di diritto. In mancanza, qualsiasi proposta di governo sarà condannata a non essere credibile, né attrattiva.

    - Prevenzione: garantire il diritto al lavoro e all’istruzione, anche per sottrarre le persone alla criminalità; no a misure emergenziali permanenti (a iniziare dai recenti “decreti sicurezza” liberticidi, utili solo a fermare il dissenso); controlli diurni e notturni nelle zone sensibili delle città; misure che favoriscano la vita sociale, facilitando anche il controllo civico del territorio (potenziamento del trasporto pubblico, e riqualificazione delle periferie: infrastrutture, servizi, punti di socializzazione).
    - Forze dell’ordine: investimenti prioritari per assunzioni, formazione continua, mezzi adeguati per le indagini e per l’attività di pubblica sicurezza. Le forze dell’ordine sono i nostri migliori alleati: non possono essere i nostri peggior nemici.
    - Nuovo diritto penale: evitare il più possibile il carcere per i reati non violenti, attraverso le misure alternative; abolizione dell’ergastolo, almeno con esclusione dei reati di mafia; nuove carceri, o almeno adeguamento di quelle esistenti, per garantirne la vivibilità; piena attuazione del divieto costituzionale di violenza sulle persone detenute o fermate (e reintroduzione del reato di tortura).

    Contrasto alla criminalità organizzata. Non si tratta solo di "mafia", ma anche di 'ndrangheta, camorra, sacra corona unita; di chiunque usi violenza, ricatto, soldi sporchi per piegare lo Stato. È un problema nazionale e non più solo meridionale.

    Nel 1412, durante la guerra tra Aragonesi e Angioini per il Regno di Napoli, 3 cavalieri spagnoli della "Giardiniera" avrebbero commesso un omicidio per difendere l'onore di una sorella. Per sfuggire alla giustizia, i tre cavalieri si rifugiarono in tre luoghi diversi.  Osso andò in Sicilia e fondò la Mafia (denominata poi "Cosa Nostra" in siciliano). Il suo simbolo era la bilancia e aveva questi compiti: giustizia, protezione, mediazione; Mastrosso fuggì in Calabria e fondò la 'Ndrangheta. Il suo simbolo era il compasso e avevano questi compiti: affari e controllo del territorio;  Carcagnosso  scappò in Campania e fondò la Camorra.  Il suo simbolo era la squadra e il suo unico compito era organizzare il crimine nelle città.  Dopo 29 anni di penitenza gli fu perdonato il delitto e tornarono in Spagna. Prima di andare via lasciarono le 3 organizzazioni come "eredi" per difendere i deboli dallo Stato oppressore.

    Secondo gli storici, la leggenda è stata inventata a fine 1800.  In realtà le 3 organizzazioni sono nate in tempi e modi diversi tra 800 e 900, legate a povertà, assenza dello Stato e controllo del territorio. È importante conoscere questa storia, come è importante sapere che non è vera, e che serve a creare fascino e "codice d'onore" attorno alla criminalità organizzata. Allo stesso tempo, sappiamo che queste organizzazioni sono attrattive perché promettono, scorciatoie, soldi e potere in cambio della vendita di una busta di cocaina. E in più, la loro forza si appoggia sulla cultura popolare: il "rispetto", il silenzio, l’idea per cui "tanto è sempre stato così".
    Una politica antimafia efficace richiede queste misure.
    - Confisca dei soldi e dei beni, includendo immobili, conti correnti, aziende; e loro immediato riutilizzo sociale, utilizzando la normativa già esistente e proseguendone l’attuazione.
    - Lavoro legale e opportunità, in modo che tutti i disoccupati e i lavoratori poveri abbiano vere alternative ai clan: investimenti pubblici, formazione professionale.

    - Affermazione dell’autorità:

    • sul territorio (maggiore presenza delle forze dell’ordine, nei singoli quartieri - anche con pattuglie a piedi - e con presìdi più frequenti nelle scuole e negli ospedali);

    • nella repressione dei reati (mantenimento del carcere duro ai condannati per mafia; priorità ai procedimenti per mafia nell’organizzazione dei servizi giudiziari; protezione reale ai testimoni, e a imprenditori e governanti che denunciano);

    • nella promozione di una cultura per la legalità, anche mantenendo la memoria di chi è morto per lo Stato, con l’obiettivo di spezzare l’idea per cui “comanda il clan” e chiarire che le regole sono solo quelle dello Stato democratico.

    Bisogna sfruttare anche i vantaggi di una misura di libertà (la legalizzazione della cannabis) che consentirebbe di togliere ai clan un business da milioni di euro, consegnandolo allo Stato.

    CONCLUSIONE.

    Legalità, Democrazia e Sicurezza sono i tre pilastri di un Paese libero e di uno Stato solido.  Devono esserlo anche per il programma del centrosinistra, per rendere l’Italia un Paese migliore.  Vale l’attualissima citazione di Jean-Jacques Rousseau: “La Democrazia esiste laddove non c’è nessuno così ricco da comprare un altro e nessuno così povero da vendersi”.

Titolo (Italiano)

  • +I pilastri di un Paese libero e di uno Stato solido. Parte III (da Sinistra Italiana - Vercelli e Valsesia)