Modifiche a "Riformare la disciplina sullo scioglimento dei Comuni per infiltrazioni mafiose: rafforzare la prevenzione, la trasparenza e la responsabilità politic"
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Premessa
Lo scioglimento dei consigli comunali per infiltrazioni della criminalità organizzata, disciplinato dall'articolo 143 del Testo Unico degli Enti Locali, rappresenta uno degli strumenti più importanti di cui dispone lo Stato per difendere la democrazia e l'autonomia delle istituzioni locali.
La sua funzione preventiva è fondamentale e non deve essere messa in discussione. Tuttavia, l'esperienza maturata negli ultimi decenni dimostra che, pur essendo necessario, questo strumento interviene quando il danno è già stato prodotto.
La criminalità organizzata non entra nei Comuni il giorno dello scioglimento. Si insinua molto prima: nella costruzione delle coalizioni, nella selezione delle candidature, nella gestione degli apparati amministrativi, nella progressiva rinuncia della politica a esercitare fino in fondo il proprio ruolo di guida e di controllo.
Sono convinto che sia arrivato il momento di aprire una riflessione seria, concreta e non ideologica.
Difendere l'attuale normativa non significa considerarla perfetta. Al contrario, proprio perché rappresenta uno dei principali strumenti dello Stato nella lotta alle mafie, essa deve essere costantemente verificata, aggiornata e rafforzata sulla base dell'esperienza maturata in questi anni.
L'obiettivo non deve essere soltanto sciogliere i consigli comunali quando emergono infiltrazioni mafiose. Deve essere soprattutto quello di impedire che quelle infiltrazioni si realizzino e di restituire ai cittadini amministrazioni più forti, più trasparenti e più credibili.
Per questo propongo una riforma organica della disciplina vigente.
Si propone
1. Rafforzare i poteri delle Commissioni straordinarie
Occorre rafforzare gli strumenti operativi delle Commissioni straordinarie, prevedendo:
una più efficace rotazione del personale;
la possibilità di trasferimento del personale nei casi previsti dalla legge;
strumenti più incisivi nei confronti dei dipendenti coinvolti nelle relazioni prefettizie;
maggiore supporto tecnico e amministrativo alle Commissioni.
2. Piano Straordinario di Ricostruzione della Legalità
Ogni Commissione straordinaria dovrà predisporre un Piano di ricostruzione della legalità contenente:
riorganizzazione degli uffici;
rafforzamento dei controlli interni;
digitalizzazione delle procedure;
piano anticorruzione aggiornato;
formazione obbligatoria del personale;
misure di trasparenza amministrativa;
revisione delle procedure di affidamento.
Il Piano dovrà costituire il punto di partenza della nuova amministrazione eletta.
3. Valutazione delle gestioni commissariali
Lo Stato deve avere il coraggio di valutare anche se stesso.
Al termine del commissariamento dovrà essere redatta una relazione pubblica contenente:
risultati raggiunti;
criticità ancora presenti;
obiettivi conseguiti;
obiettivi non raggiunti;
indicazioni per la nuova amministrazione.
La relazione dovrà essere trasmessa al Parlamento.
4. Monitoraggio dei Comuni dopo il ritorno alle urne
Lo scioglimento non può terminare con le elezioni.
Per almeno cinque anni dopo il ritorno alla gestione ordinaria dovrà essere previsto un monitoraggio periodico del Comune, finalizzato a verificare:
l'attuazione delle prescrizioni;
il permanere delle condizioni di legalità;
l'efficacia degli interventi realizzati durante il commissariamento.
5. Responsabilità della politica
La lotta alle mafie non può essere affidata esclusivamente alle Prefetture e alla magistratura.
La politica deve tornare ad assumersi fino in fondo le proprie responsabilità.
Per questo si propone di promuovere:
criteri trasparenti nella selezione delle candidature;
codici etici realmente vincolanti;
formazione obbligatoria degli amministratori locali sui temi della legalità amministrativa;
strumenti di verifica preventiva dei candidati.
La prevenzione inizia molto prima dello scioglimento.
Inizia quando si costruiscono le liste.
6. Commissione parlamentare permanente
Istituire una Commissione parlamentare permanente incaricata di:
monitorare gli enti sciolti;
verificare l'efficacia delle gestioni commissariali;
elaborare proposte di modifica normativa;
presentare una relazione annuale alle Camere.
7. Banca dati nazionale sulla prevenzione delle infiltrazioni mafiose
Istituire una banca dati pubblica contenente:
dati sugli scioglimenti;
stato di attuazione dei commissariamenti;
indicatori di trasparenza;
risultati ottenuti;
buone pratiche amministrative.
Conclusioni
Lo scioglimento di un Comune rappresenta uno degli strumenti più incisivi che lo Stato possa adottare. Proprio per questo non può essere considerato il punto di arrivo dell'azione pubblica, ma deve diventare parte di una strategia più ampia di prevenzione.
Sono convinto che una riforma organica possa rendere lo Stato ancora più forte.
Servono Commissioni straordinarie dotate di strumenti più efficaci. Servono controlli più incisivi. Servono amministrazioni più trasparenti.
Ma serve soprattutto una politica che torni a fare la politica.
Perché la criminalità organizzata non entra nei Comuni con il decreto di scioglimento. Entra molto prima, quando si rinuncia alla qualità della rappresentanza in nome del consenso, quando si costruiscono coalizioni senza alcun criterio se non quello di vincere, quando si smette di scegliere i migliori per scegliere i più utili.
La vera sfida è impedire che lo Stato debba arrivare quando il danno è già stato fatto.
La vera sfida è costruire istituzioni così forti, trasparenti e credibili da rendere sempre più raro il ricorso allo scioglimento dei consigli comunali.
Solo così la lotta alle mafie diventa davvero una politica pubblica e non soltanto una risposta all'emergenza.
Titolo (Italiano)
- +Riformare la disciplina sullo scioglimento dei Comuni per infiltrazioni mafiose: rafforzare la prevenzione, la trasparenza e la responsabilità politic