Meritocrazia e responsabilità dei dirigenti
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Il principio di questa proposta è l'ancoraggio della permanenza ai vertici della struttura amministrativa al rispetto di rigorosi standard etici e al reale raggiungimento di obiettivi economico-gestionali.
Grazie a questa riforma, l'efficienza dei servizi pubblici aumenterà in modo misurabile, i cittadini riceveranno prestazioni di livello qualitativo standardizzato su tutto il territorio e la figura del dirigente pubblico si trasformerà in un manager orientato al valore e pienamente responsabile delle proprie azioni e, di conseguenza, meno influenzabile da interferenze esterne, come quelle mafiose.
Stretta nei requisiti morali e nelle competenze minime necessarie per ricoprire incarichi dirigenziali.
Stipendio (dirigenti, manager e amministratori) e bonus (dipendenti) proporzionati a obiettivi e/o bilanci.
Rispetto dei codici di condotta morale e lavorativa vincolante per la continuazione del rapporto lavorativo.
Definizione di livelli essenziali delle prestazione e della loro qualità in ogni ente amministrativo che fornisca servizi al cittadino.
Rafforzamento del principio della responsabilità personale in atti e omissioni per colpa grave o dolo.
Revisione dell'autonomia amministrativa dell'ente locale, introducendo restrizioni e limiti nei casi in cui si prefigurino dolo, negligenza, infiltrazioni mafiose o comportamenti causanti potenziali danni per la salute.
Stretta nella scelta arbitraria della sostituzione del personale impiegato negli enti amministrativi e nelle partecipate.
Retribuzioni di dirigenti, manager e amministratori, così come bonus per i dipendenti, legate ai risultati e strettamente proporzionati agli obiettivi raggiunti e/o ai bilanci.
Ci tengo a precisare che queste proposte sono un estratto ragionato della riforma complessiva già postata da me, Davide Grazian, nei precedenti post.
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