Vero, sulle droghe abbiamo un piano
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La modifica dell'attuale legislazione sulle sostanze stupefacenti è punto qualificante del programma per cambiare il Paese. Quella in corso è una legislatura perduta anzi ha nettamente peggiorato i timidi avanzamenti del decennio precedente. È un dibattito che potrebbe collocarsi in diverse delle 16 macro aree in cui è suddivisa questa piattaforma incrociando materie diverse, da quella sociosanitaria al contrasto delle organizzazioni criminali, fino alle politiche agroindustriali e altre ancora. Ma le proposte di legge presentate e quelle in discussione non accentuano il ruolo fiscale dello Stato e mi pare opportuno che una qualche riflessione si collochi dove si tratta di diritti e libertà. In realtà non si parte da zero, una imponente letteratura, proposte di legge di iniziativa parlamentare e popolare, anche di riforma dell’intero Testo Unico sulle droghe, spesso costruite insieme alla società civile impegnata sul tema, ci accompagna da anni, e abbiamo una controconferenza nazionale, a Roma lo scorso novembre, che ha estesamente tracciato una direzione di marcia. "Abbiamo un piano" è stato il filo conduttore e documento programmatico di gruppi e associazioni e del loro confronto con la politica. Esplicitare quel piano, tradurlo in programma di governo, confrontarlo con altre esperienze europee e globali, mi sembra il lavoro che va fatto e la piattaforma è uno degli strumenti utile allo scopo. Ovviamente l'epicentro della discussione riguarda la cannabis, per estensione del consumo, palese irrazionalità della legislazione, alternative qua e là in essere. Un buon punto di partenza.
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