Modifiche a "PROPOSTA PROGRAMMATICA 2027 - Cannabis e giustizia sociale: una patrimoniale sulle mafie, un investimento sull’ambiente"
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Giustizia sociale e giustizia ambientale: la stessa battaglia
L'Alleanza Verdi e Sinistra ha costruito la propria identità politica su due principi inseparabili: la giustizia sociale e la giustizia ambientale. Non sono temi diversi. Sono lo stesso tema visto da due angolazioni. Chi subisce le conseguenze del cambiamento climatico è chi ha meno risorse per proteggersi. Chi vive nelle periferie abbandonate è chi respira l'aria peggiore. Chi lavora la terra è chi paga il prezzo più alto delle politiche agricole sbagliate.
La questione della cannabis si colloca esattamente all'incrocio tra queste due giustizie. È una questione di diritti individuali: milioni di persone vengono sanzionate, segnalate, processate per condotte personali che non danneggiano nessuno. È una questione di giustizia sociale: il proibizionismo colpisce in modo sproporzionato chi ha meno risorse per difendersi — i giovani delle periferie, i lavoratori precari, i piccoli coltivatori. È una questione ambientale: la canapa è una delle colture più sostenibili che esistano, e l'Italia l'ha abbandonata per ideologia. Ed è una questione economica: il proibizionismo regala miliardi alle mafie e costa allo Stato risorse che potrebbero essere investite in sanità, scuola, transizione ecologica.
Nicola Fratoianni l'ha detto con una formula che resta: la regolamentazione della cannabis è una patrimoniale sulle mafie. Ed Eleonora Evi ha aggiunto un pezzo che per noi è altrettanto importante: la canapa industriale può riattivare una filiera che ci vedeva leader mondiali, che è stata spazzata via, e che può dare moltissimo in termini di sostenibilità.
L'Alleanza Verdi e Sinistra è stata la forza politica che con più coerenza ha sostenuto la regolamentazione della cannabis — nel programma del 2022, con i 110 punti fondati su giustizia climatica e giustizia sociale, chiedendo la legalizzazione della coltivazione per uso personale, la cancellazione delle sanzioni penali e amministrative e gli incentivi per la canapa come strumento di recupero dei terreni abbandonati.
Oggi facciamo un passo ulteriore. Perché i gesti simbolici non bastano più. Serve una proposta completa.
I numeri che la politica ignora
In Italia circa cinque milioni di persone consumano cannabis almeno una volta l'anno. L'autoproduzione domestica riguarda tra le 100.000 e le 150.000 persone — il 3%, forse il 4% del totale. Il restante 96% si rifornisce dal mercato illegale.
Il fatturato annuo della criminalità organizzata sulla cannabis supera i 3 miliardi di euro. È denaro esentasse che alimenta le stesse organizzazioni criminali responsabili del traffico di rifiuti tossici, dell'inquinamento dei territori, dello sfruttamento del lavoro agricolo, delle ecomafie che devastano il nostro patrimonio ambientale.
Un detenuto su tre in Italia è in carcere per reati legati agli stupefacenti: il 35,2%, contro una media europea del 18%. Il costo della repressione supera un miliardo l'anno. Le stime del Prof. Marco Rossi della Sapienza indicano un beneficio complessivo per lo Stato di circa 10 miliardi — tra risparmi sulla repressione e nuovo gettito fiscale — con un aumento del PIL stimato tra l'1,2% e il 2,3% e la creazione di oltre 350.000 posti di lavoro.
Questi non sono numeri astratti. Sono risorse che oggi mancano alla sanità pubblica, alla scuola, alla transizione ecologica, ai servizi sociali. Sono risorse che noi proponiamo di recuperare.
La proposta dell'Alleanza Verdi e Sinistra
Accogliendo il lavoro del Manifesto Collettivo "Ius Cannabis" — sottoscritto da oltre 150.000 cittadini e 350 realtà — e il contributo di associazioni, operatori, giuristi e ricercatori, proponiamo una riforma organica del Testo Unico sugli stupefacenti che regolamenti la cannabis per uso adulto in modo completo, giusto e sostenibile.
Coltivazione personale e associata
Regolamentazione della coltivazione domestica per adulti, con un limite indicativo tra le 4 e le 6 piante femminili per persona maggiorenne, un tetto massimo di 3 coltivatori per domicilio e comunicazione alla prefettura per coltivazioni superiori. Sanzioni amministrative da 250 a 2.500 euro per le violazioni. Il raccolto può essere detenuto ed essiccato senza limiti di contenuto di cannabinoidi, purché destinato all'uso personale.
Istituzione di cannabis social club — associazioni senza fini di lucro tra coltivatori e consumatori adulti — con comunicazione alla prefettura, registrazione dei soci maggiorenni, tracciabilità della produzione e trattamento dati ai sensi del GDPR. Un modello comunitario e partecipativo, già operativo a Malta e in fase di attuazione in Germania.
Detenzione, possesso e consumo
Soglie chiare: un limite indicativo tra i 10 e i 15 grammi per il possesso fuori dalle aree private senza necessità di documentazione; un limite superiore — nell'ordine dei 150-200 grammi — per la detenzione in area privata, con obbligo di ricevuta fiscale. Sanzioni amministrative graduate sotto i 25 grammi; conseguenze penali oltre quella soglia senza giustificazione. Obbligo di contenitore a prova di bambino in veicolo.
Il consumo da parte di maggiorenni non è soggetto a sanzioni, ad esclusione del consumo in luogo pubblico in presenza di minori.
Cancellazione delle sanzioni amministrative previste dall'art. 75 del DPR 309/1990 per il consumo personale — come l'Alleanza Verdi e Sinistra chiede dal 2022. La segnalazione prefettizia, la sospensione della patente e del passaporto per chi consuma senza danneggiare nessuno sono misure punitive sproporzionate e socialmente classiste, che colpiscono in modo sistematico chi ha meno risorse per tutelarsi.
Un mercato regolamentato, aperto e sostenibile
Istituzione di un quadro commerciale legale con quattro codici ATECO specifici: commercio al dettaglio, commercio all'ingrosso, coltivazione e produzione agroindustriale, vendita diretta al consumatore. Riservato ai maggiorenni, con certificazione antimafia, comunicazione alla prefettura, tracciabilità completa, etichettatura obbligatoria del contenuto di THC e CBD, profilo microbiologico, coltivazione biologica obbligatoria.
Per l'Alleanza Verdi e Sinistra, il modello di mercato deve essere aperto, plurale e accessibile — non concentrato nelle mani di pochi grandi operatori. Deve valorizzare la piccola produzione agricola, le cooperative, le aziende familiari, la vendita diretta. Deve garantire che la regolamentazione non diventi un'occasione di profitto per pochi a scapito di molti. Introduzione di marchi DOP e IGP per le produzioni italiane di cannabis.
Distanza minima di 50 metri da scuole e parchi. Divieto assoluto di vendita ai minori — sanzioni penali da uno a quattro anni per chi viola il divieto. Divieto di vendita di alcolici e tabacchi negli esercizi. Possibilità di aree di consumo interne con aerazione certificata.
Fiscalità progressiva e redistribuzione
IVA ordinaria al 22%, con una maggiorazione indicativa del 3% il cui gettito è vincolato a infrastrutture scolastiche, servizio sanitario nazionale e servizi sociali. Esenzione dalla maggiorazione per le attività agroindustriali con vendita diretta — perché chi coltiva e vende in proprio non deve pagare quanto la grande distribuzione.
Esenzioni per semi, fibra, canapulo, prodotti denaturati e impieghi industriali. L'aliquota complessiva deve restare competitiva rispetto al mercato nero — perché una tassazione eccessiva mantiene in vita l'illegalità.
La regolamentazione della cannabis è — come ha detto Fratoianni — la più grande patrimoniale sulle mafie che si possa immaginare: sottrae miliardi alla criminalità e li trasforma in risorse per la collettività. Noi chiediamo che una quota significativa di quel gettito sia destinata alla transizione ecologica e alla riconversione delle aree interne.
Protezione dei minori e prevenzione
Divieto assoluto di vendita, cessione e somministrazione ai minori. Per i minori che coltivano o detengono: percorsi obbligatori di prevenzione, informazione e riduzione del danno nell'ambito del SSN.
L'Alleanza Verdi e Sinistra chiede — come nel programma del 2022 — che la prevenzione nelle scuole sia fondata sull'informazione scientifica, sull'educazione alla consapevolezza e sulla riduzione del danno, non sulla paura e sulla criminalizzazione. I progetti educativi devono parlare di tutte le dipendenze — tabacco, alcol, sostanze, gioco d'azzardo, dipendenze digitali — con un approccio integrato, laico e basato sulle evidenze.
Qualità, sicurezza e trasparenza
Obbligo di analisi completa: THC, CBD, contaminanti, metalli pesanti, profilo microbiologico. Etichettatura con metodo di produzione, lotto, origine, controindicazioni, avvertenze sanitarie. Controlli dell'Ispettorato centrale per la qualità e dei Carabinieri tutela della salute.
La qualità del prodotto è anche una questione ambientale. La coltivazione biologica obbligatoria, il controllo dei contaminanti, la tracciabilità della filiera: sono gli stessi principi che l'Alleanza Verdi e Sinistra difende per tutta l'agricoltura italiana. Non c'è ragione per cui la cannabis debba fare eccezione.
Un Paese più giusto, più verde, più libero
Questa proposta è coerente con tutto ciò che l'Alleanza Verdi e Sinistra rappresenta.
I parametri numerici indicati rappresentano valori di riferimento emersi dal Manifesto Collettivo "Ius Cannabis" e dall'esperienza internazionale. L'Alleanza Verdi e Sinistra si impegna a definirli nel confronto con esperti, operatori, associazioni, ricercatori e commissioni parlamentari.
Questa proposta può essere integrata e/o affiancata dalle proposte di integrazione per l'uso medico già autorizzato ed il settore industriale già sviluppato dalla normativa 242/2016.
Un Paese più giusto, più verde, più libero. Non è uno slogan. È una politica. E noi siamo pronti a realizzarla.
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