Matrimonio egualitario: stessi diritti, nessuna eccezione
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Perché ci battiamo
L'Italia è l'unico Paese fondatore dell'Unione Europea, e l'unica grande democrazia dell'Europa occidentale, a negare ancora il matrimonio alle coppie dello stesso sesso. Dal 2016 abbiamo le unioni civili, ma sono nate come istituto separato e minore, un riconoscimento di serie B costruito apposta per marcare una differenza tra chi ama in un modo e chi ama in un altro. Dieci anni dopo, quella differenza non è più tollerabile.
Non chiediamo un privilegio, chiediamo l'uguaglianza. Nessuna persona deve firmare un contratto diverso, chiamare la propria famiglia con un nome diverso, vedersi negati i propri figli, solo per il sesso di chi ha scelto di amare. L'amore non ha bisogno di eccezioni nel codice civile, e i diritti non si concedono a metà.
La nostra bussola è la Costituzione. L'articolo 3 sancisce la pari dignità sociale e l'uguaglianza di tutti i cittadini senza distinzione di sesso, e impegna la Repubblica a rimuovere gli ostacoli che di fatto limitano quella uguaglianza. L'articolo 2 riconosce e garantisce i diritti inviolabili della persona anche nelle formazioni sociali in cui si svolge la sua personalità, e la famiglia costruita da due persone che si amano è una di queste. La Corte costituzionale, con la sentenza 138 del 2010, ha già affermato che le coppie dello stesso sesso hanno il diritto fondamentale di vivere la loro condizione di coppia, rimettendo però al Parlamento la scelta dello strumento. Quello strumento oggi non può che essere il matrimonio egualitario: la Costituzione non lo vieta, la nostra parte politica lo rivendica.
I nostri obiettivi
Vogliamo il matrimonio egualitario pieno, senza asterischi e senza compromessi al ribasso. Un unico istituto, aperto a tutte e tutti, con gli stessi requisiti e gli stessi effetti. E vogliamo che i figli e le figlie delle famiglie omogenitoriali smettano di essere invisibili di fronte allo Stato, riconosciuti pienamente fin dalla nascita.
Le nostre proposte concrete
1. Matrimonio civile aperto a tutte le coppie. Modifichiamo il codice civile perché il matrimonio possa essere contratto da persone di sesso diverso o dello stesso sesso, con gli stessi requisiti e gli stessi effetti. Un solo istituto, nessuna gerarchia tra le famiglie.
2. Superamento della legge Cirinnà. Cancelliamo le norme della legge 76/2016 che tengono in piedi la distinzione tra unione civile e matrimonio e che escludono le coppie unite civilmente da diritti fondamentali. Chi oggi è unito civilmente potrà accedere al matrimonio con una procedura semplice e gratuita, senza dover ricominciare da capo.
3. Adozione e piena genitorialità. Garantiamo alle coppie dello stesso sesso l'accesso all'adozione alle stesse condizioni di ogni altra coppia. Riconosciamo automaticamente entrambi i genitori sugli atti di nascita, superando la necessità di ricorrere ai tribunali per la stepchild adoption e mettendo fine all'incertezza che oggi pesa sulla vita di migliaia di bambine e bambini.
L'impegno che prendiamo
Il diritto di sposarsi e di essere famiglia non è una concessione, è una questione di dignità e di giustizia. Portiamo il matrimonio egualitario dentro il programma e dentro le aule del Parlamento, e lo difendiamo nelle piazze finché l'Italia non colmerà il ritardo che la separa dal resto d'Europa. Perché i diritti di qualcuno sono i diritti di tuttз.
Firma: Tommaso Scicchitano
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