Proposte per ambiente ed energie rinnovabili
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Penso che le proposte debbano essere rivolte, almeno inizialmente, sia alla produzione di energia tramite fonti rinnovabili (essenzialmente solare) che, contemporaneamente, alla captazione e riduzione di CO2.
Propongo che nei primi tre mesi venga istituito un Comitato scientifico nazionale di alto profilo senza connessione con i partiti composto da botanici, geologi, ingegneri ed altri tecnici. Questo, insieme a Regioni e Provincie, deve individuare luoghi dismessi, abbandonati di piccole/medie dimensioni (10/100 ettari) dove piantare almeno un albero ogni 100 abitanti. I botanici del Comitato decideranno le specie sia coerenti alla vegetazione locale, sia, specialmente, tra quelle che assorbono, tutto l’anno, più CO2 e polveri sottili. Saranno scelte piante ed arbusti che abbiano poca necessità di manutenzione. Verranno individuate anche località a rischio frana dove la piantumazione consoliderebbe il terreno. Dopo questa prima fase, si dovrà progettare aree per giungere, nell’arco di tre anni, fino ad almeno 1 albero ogni 10 abitanti.
Le piante assorbiranno anidride carbonica (in certi casi, anche PM10) fissandola nel legno e miglioreranno il paesaggio.
Per la produzione di energia, si deve passare dal fossile al solare, in prima battuta. Escluse categoricamente le centrali nucleari: senza dilungarmi, il motivo principale è che tra gli elementi di scarto compaiono anche uranio e plutonio (migliaia di anni per dimezzamento radioattività) ed anche iodio, cesio (centinaia di anni). Nelle centrali di III e IV generazione la produzione di scarti radioattivi è inevitabile per i processi fisico-chimici alla base del funzionamento.
Nei primi tre mesi, ogni regione, sempre con il coordinamento nazionale, individuerà siti dove porre pannelli solari, parchi fotovoltaici, con estensione di almeno 100 ettari ogni 100000 abitanti. Saranno luoghi di media/ampia dimensione scelti tra quelli dismessi e al posto o in mezzo a coltivazioni intensive atte alla produzione di mangimi(mais, soia…) incentivando l’affitto di terreni adatti sottraendoli alle monocolture. I parchi devono avere dimensioni importanti per essere economicamente interessanti; vicini a linee elettriche già esistenti che sopportino l’immissione di GWh importanti dando preferenza a zone molto antropizzate (per esempio, la Pianura Padana e non la Calabria).
Mi sembra che, attualmente, i pannelli solari abbiano una vita di almeno 10 anni: si sceglieranno quelli più longevi ed efficienti oltre ad essere facilmente, a fine vita, riciclabili.
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